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Un cammino, sin qui, quasi impeccabile. Il Milan versione 2020-2021 è una macchina perfetta che funziona a meraviglia grazie a molteplici fattori. La gestione di Pioli, la crescita dei singoli, la fiducia della società, l'autostima della squadra, la leadership di Ibrahimovic. Colui che, l'anno scorso, affermò di puntare allo scudetto qualora fosse rimasto un'altra stagione in rossonero. Risero tutti, lui no. E ora il Milan è primo e ambizioso. Ma dove potranno arrivare i rossoneri?

NUOVO ESAME - La sfida di questa sera contro la Sampdoria assume i contorni di un (altro) esame di maturità. Sin qui i rossoneri li hanno passati tutti a pieni voti, ma a Marassi sarà tutt'altro che semplice. In primo luogo perché - aspettando Roma e Napoli - le altre big hanno vinto: Juve e Inter hanno fatto il loro dovere, mettendo pressione alla banda di Pioli. Che, al Ferraris, dovrà fare a meno della sua spina dorsale. Kjaer ko per una lesione al retto femorale, Bennacer non convocato per un leggero affaticamento alla coscia sinistra, Ibra ancora out per l'infortunio al bicipite femorale. Da gennaio, quando il danese e lo svedese erano sbarcati sul pianeta rossonero, era successo solo una volta: il 2 febbraio, nell'1-1 casalingo contro il Verona, Pioli dovette rinunciare a Kjaer e Ibra per influenza e a Bennacer squalificato. A luglio, invece, il 2-2 di Ferrara contro la Spal: in quell'occasione c'era Bennacer, mentre Kjaer restò in panchina per 90' e Ibra entrò a gara in corso. Pioli cerca certezze, anche senza il suo asse portante: serve rispondere alle big, serve superare un nuovo esame. Anche da qui capiremo se il Milan è davvero tornato grande.