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Da secondo portiere a titolare, nel giro di un’estate. Guglielmo Vicario sta vivendo la sua prima ‘vera’ stagione in Serie A dopo 4 presenze con la maglia del Cagliari. Nell’ultimo mercato il classe '96 si è trasferito in prestito con diritto di riscatto all'Empoli diventandone subito uno dei protagonisti della squadra di Andreazzoli: "Per me è una grandissima opportunità e un onore poter difendere la porta dell’Empoli - racconta Vicario nella nostra intervista - Ringrazio la società che mi ha dato questa chance, ora sta a me ripagare la fiducia lavorando bene ogni giorno”.

Chi è l'attaccante che l'ha messa più in difficoltà in carriera?
“Ancora non ne ho affrontati troppi, ma per le esperienze che ho avuto dico Immobile, ma anche Dybala, Chiesa, Quagliarella e Caputo. Ne ho visti alcuni che hanno grandi qualità, e sicuramente non li scopro io”. 

Ci racconta come si esce dall'Allianz Stadium con un clean sheet? In una volta sola ha fermato Dybala, Chiesa, Morata…
“È una serata di calcio che custodirò nel mio cuore per tutta la vita. Era la prima volta che giocavo in quello stadio, e vincere in quel modo sarà un’emozione indelebile. Abbiamo fatto una grande prova di squadra e ne andiamo fieri, ma ora guardiamo avanti alle partite che verranno”. 

Qual è stata la parata più bella che ha fatto in questo inizio di stagione?
“Quella su Chiesa da fuori area allo Stadium. È stato un intervento importante nel momento iniziale della partita. E poi siamo stati gratificati e premiati dalla vittoria finale”. 
E il gol subito che l'ha fatta arrabbiare di più?
“Il rigore di Immobile contro la Lazio. Mi ha fatto innervosire perché è nato da un mio fallo su Acerbi, una situazione evitabile. L’abbiamo rivisto e analizzato, servirà come bagaglio di crescita per il futuro”. 

Tra due giorni si ritroverà contro Muriel e Zapata, è pronto per affrontarli?
“Sono sicuramente due grandi attaccanti. Muriel lo andavo a vedere da piccolo allo stadio quando ero a Udine: già allora mi faceva impazzire, ora sta dimostrando di essere un top player anche in campo europeo. Zapata negli ultimi anni ha numeri da capogiro. Per noi è uno stimolo misurarci e confrontarci con questi grandi attaccanti, cercherò di lavorare al meglio per farci trovare pronti”. 

Con Andreazzoli giocate un calcio offensivo, come si vive questa filosofia dal punto di vista del portiere?
“È molto stimolante anche per noi, ci sono delle richieste dell’allenatore che vanno rispettate e devono essere messe all’opera. Con questa mentalità il portiere è attivo sia in fase di possesso che di non possesso, e quindi è gratificante anche per me”. 

C'è qualche portiere al quale si ispira?
“Sono nato con il mito di Handanovic fin da piccolo, quando andavo a vederlo allo stadio a Udine. L’ho sempre guardato con grande ammirazione, il suo modello me lo sono portato avanti negli anni”.