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Eravamo tutti pronti a metterlo sulla graticola, puntandogli il dito contro per l’ennesima prestazione non all'altezza e un altro risultato deludente. Invece, se l’Empoli ha ribaltato il pronostico uscendo da Cagliari con una vittoria pesante, convincente e meritata, gran parte dei meriti vanno dati proprio ad Aurelio Andreazzoli. È stato proprio il mister azzurro ad alzare il livello per primo, dopo due partite in cui le sue decisioni non avevano convinto ma soprattutto non avevano prodotto risultati. Ieri sera alla Unipol Domus però ha sorpreso tutti: a partire dalle scelta, che dire coraggiosa è poco, di lasciare in panchina metà dei titolari visti fin qui: Luperto, Ismajli, Bajrami, Cutrone e Mancuso. Il tecnico ha rilanciato il capitano, Simone Romagnoli, capace di annullare Joao Pedro, uno dei giocatori più in forma del campionato; ha fatto esordire tra i grandi Viti, già aggregato l’anno scorso alla prima squadra di Dionisi, classe 2002 che alla prima in A ha giocato senza far trasparire emozioni. Anche in attacco il tecnico ha mischiato le carte: sulla trequarti ha piazzato Haas, uomo più di sostanza e idee rispetto ad uno di lampi come Bajrami; davanti a lui Di Francesco e Pinamonti. La coppia si è rivelata ben assortita e capace di occupare lo spazio offensivo con grande efficacia. Mentre il primo è entrato nella storia dell’Empoli diventando il 100° giocatore azzurro a segnare in A, il secondo ha lavorato molto per la squadra, tenendo palla e giocando utili sponde per i compagni.
La vera chiave della vittoria però è stata la prestazione del centrocampo: già detto di Haas, che si è confermato prezioso jolly in grado di rendersi utile in diverse zone del campo, meritano un plauso Ricci, che sta confermando quanto di buono si dice di lui anche in Serie A, e le “riserve” Zurkowski ed Henderson, che hanno saputo cogliere la chance dall’inizio abbinando alla grande intensità messa nel pressing e nel ritmo una buona qualità. Addirittura lo scozzese ha sfiorato il gol da cineteca con un destro dai 40 metri che si è stampato sulla traversa. Senza dimenticare Stulac, il cui ingresso è stato decisivo sia per mantenere alta la qualità del possesso, sia per chiudere il match visto sul 2-0 c'è la sua bellissima firma. Il Cagliari è stato annichilito dagli azzurri, bravi a soffrire nel momento di maggior spinta avversaria e fortunati nel salvare il risultato in occasione del palo di Keita. L’ha vinta Andreazzoli con il sua filosofia, con un gioco offensivo che si è rivelato finalmente produttivo e con un possesso palla verticale e veloce. Oltre a questo, la squadra ha tirato fuori la cattiveria che forse era mancata nelle ultime due sfide e soprattutto ha dimostrato fino all’ultimo di voler tenere la porta inviolata. Nella conferenza stampa di presentazione della sfida al Venezia, alla ripresa del campionato dopo il successo di Torino, Andreazzoli disse che le vittorie lo spaventano perché sono risultati da cui si impara poco. Stavolta però il tecnico torna a casa, oltre che con i tre punti, con importanti conferme: intanto che ha la squadra dalla sua parte e che il gioco che vuole imporre può essere produttivo e non soltanto bello; e poi che ha una rosa ampia con alternative che possono, sia dall’inizio che a gara in corso, dare un importante contributo alla causa. Adesso resta soltanto una cosa da trovare: la continuità per sfatare il tabù Castellani (3 ko su 3 quest’anno in campionato) domenica con il Bologna e fare altri punti pesanti prima della doppia proibitiva sfida a Roma e Atalanta nel mese di ottobre.