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Saponara potrebbe personificare quasi il chiodo fisso di Maurizio Sarri. Una sorta di ossessione che si è sviluppata ancora di più quando il ragazzo di Forlì, prelevato dall'Empoli ad appena 17 anni quando militava nel Ravenna, ha spiccato il volo due anni fa per atterrare a Milanello. L'assenza di Saponara, vertice alto nel rombo del centrocampo azzurro ideato alcune stagioni fa dal tecnico di Figline Valdarno e plasmato proprio a immagine e somiglianza del talentuso trequartista, rappresentava un pò l'anello mancante di un meccanismo oliato in maniera impeccabile da mister Sarri. Un ruolo decisivo, complesso e delicato nel 4-3-1-2 dell'Empoli, interpretato talvolta da Manuel Pucciarelli, spesso da Simone Verdi, ma che, nell'idea originaria del proprio allenatore, poteva essere incarnato alla perfezione proprio da Riccardo Saponara.

Il ritorno del figliol prodigo in Toscana nel gennaio scorso aveva consentito a Sarri di ritrovare l'oggetto dei suoi desideri, l'elemento in possesso delle caratteristiche più adatte per recitare il ruolo di collante tra centrocampo e reparto avanzato richiesto dallo specifico modulo azzurro, l'individuo capace di muoversi tra le linee senza offrire punti di riferimento agli avversari e di attaccare la profondità con i tempi giusti dell'inserimento. Tutto vero. Peccato che, alla prova del campo, Ricky Saponara, nel primo mese e mezzo empolese, aveva manifestato evidenti limiti in termini di brillantezza e di condizione fisica, determinati dalla lunga inattività patita nel corso del periodo rossonero. Ciò non aveva comunque impedito a Sarri di continuare a credere fermamente nel suo recupero schierandolo quasi sempre da titolare nonostante la presenza di un Verdi scalpitante e di uno Zielinski in netta crescita. Una sorta di insistenza e di fiducia incondizionata che aveva anche provocato alcuni mugugni tra la tifoseria azzurra.
Ecco perchè i due gol di Saponara rifilati domenica scorsa al Sassuolo, corredati dall'assist fornito a Mchedlidze per il raddoppio dell'Empoli, sono sembrati l'ennesimo successo personale di un allenatore che, nel corso delle ultime settimane, ha fatto e continua a far parlare enormemente di sè in chiave mercato. Non soltanto per le proprie capacità tecniche e tattiche ma anche per le proprie risorse umane e caratteriali. 

"Riccardo è un ragazzo estremamente sensibile, anche troppo per fare il calciatore". Con queste parole Maurizio Sarri ha battezzato sette giorni fa il ritorno in grande stile di Saponara, l'uomo della provvidenza che, due anni e mezzo fa, ispirò un modulo tattico di grande successo che avrebbe fatto le fortune future dell'Empoli e che, nell'estate del 2013, provò ad inseguire un sogno milanista che gli avrebbe regalato più delusioni che soddisfazioni. La sensazione è che Ricky adesso sia tornato definitamente a sorridere ed a divertirsi, coccolato da un ambiente che non ha mai smesso di credere in lui.