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La porta è stregata, un problema non certo da poco. E stavolta, al di là del prolungato e preoccupante digiuno di Bianchi , pure la sorte volta le spalle agli attaccanti granata: mentre in tante occasioni il destino era stato benevolo, contro l’AlbinoLeffe la palla proprio non voleva saperne di entrare. Eppure Antenucci ci ha provato: ritornato nel ruolo a lui più congeniale, ovvero da attaccante puro, è l’unico del Torino a tirare in porta e soprattutto a centrare un palo che alimenta i rimpianti. Magra consolazione per la punta molisana, alla ricerca di una rete che manca da due mesi: «Dovevamo sfruttare meglio le occasioni che abbiamo avuto. Sì, ci ho provato, però è andata male... In effetti non si può certo dire che ci siano mancate le occasioni: purtroppo non siamo stati concreti, stavolta. Ma non ci dobbiamo buttare giù, dobbiamo restare concentrati: inutile piangersi addosso, il gol non è arrivato e basta. Ripeto: peccato». Già, anche perché le dirette concorrenti per la promozione non rallentano, anzi accorciano le distanze e si fanno sotto pericolosamente. «Lo sappiamo che si tratta di un campionato lungo, tosto e che dobbiamo ancora conquistarci tutto, però sono convinto che ci troviamo sulla strada giusta e che, pure contro l’AlbinoLeffe, abbiamo interpretato la partita nella maniera migliore. Dobbiamo aggiustare la mira, questo sì: e magari, la prossima volta, anche la fortuna guarderà dalla nostra parte».

LA BATTUTA - Antenucci non si aggrappa ad alibi e lo sottolinea pubblicamente quando è un po’ stuzzicato sulla direzione di gara del signor Nasca : «Nessuna scusa, avremmo dovuto vincere la partita, punto e basta. Sapete, non parlo mai dell’arbitro: diciamo però che non mi è piaciuto. Era fuori forma? Chissà, forse ha mangiato troppo e non ha digerito il panettone durante le feste di Natale...». Una battuta per uscire con stile da un argomento delicato, ma al tempo stesso per far capire che, in effetti, l’arbitraggio non è risultato all’altezza. Sempre sulle scelte di Nasca, Antenucci ha difeso il compagno di squadra Ebagua : «Nel finale quel fallo su di lui al limite dell’area era netto. Nettissimo. Non so poi cosa abbia detto Giulio: ma sono sicuro che, se anche ha pronunciato qualche parola, non può essere stato così offensivo da rimediare un cartellino rosso». E su Bianchi : «Io lo so bene: per un attaccante segnare è l’aspetto più importante e capisco che, quando non si trova il gol, tutto diventa più difficile. Ma Rolando deve stare tranquillo: le reti le ha sempre realizzate e continuerà a farlo».