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Le vicende di mercato hanno avuto ripercussioni anche su lui, Gigio Donnarumma. Il portiere del Milan sembrava fosse riuscito ad alzare un muro invalicabile tra campo e mercato, ma le ultime vicissitudini lo hanno inevitabilmente scosso e condizionato. Nonostante tutto Gigio è pur sempre un classe 1999 che da non molto ha preso la patente. I rumors sul suo conto, le critiche che lo accompagnano dalla scorsa estate adesso hanno preso il sopravvento sulle vicende di campo: il portiere del Milan contro l’Atalanta si è scoperto fragile, soprattutto sul piano caratteriale. Ha sbagliato su un cross innocuo dalla destra che ha attraversato per intero l’area piccola: Gigio è rimasto fermo ed è stato richiamato all’attenzione da Ignazio Abate. Pericolo scampato la prima volta, ma non la seconda.

IMPRECISIONI - Tanti - troppi - uomini in barriera e un colpo di testa di Mattia Caldara, debole seppur da distanza ravvicinata, non trattenuto da cui è scaturito il gol dell’ex di Bryan Cristante. Incitamenti da parte di Gattuso e dei compagni, ma ormai l’errore era stato commesso. E Gigio, solito reagire con grandi prestazioni sul terreno di gioco alle vicende extra-campo, ha continuato a mostrare tutta la sua fragilità di questo momento delicato. Segno che mentalmente il portiere adesso sente la pressione di tutta la situazione che si è creata tra lui, il Milan (nelle vesti di Fassone e Mirabelli) e il suo procuratore Mino Raiola. Dopo il gol di Cristante, il portiere del Milan ha rischiato quella che sarebbe stata la cappella dell’anno: tiro centrale, dal limite dell’area, dello stesso Cristante che passa sotto le gambe del classe 1999 rossonero, terminando la propria corsa in rete. Un fischio dell’arbitro Fabbri per un fallo su Bonaventura ha evitato la figuraccia a Gigio. 
LE TRE MINACCE - Milan sotto 1-0 nel primo tempo, dagli spalti di San Siro piovono fischi assordanti. E nel mirino questa volta c’era anche Donnarrumma: al ritorno in campo, la Curva Sud non ha risparmiato il portiere. Nello sfogo del tifo caldo del Milan c’è una frattura mai del tutto rimarginata dopo il rinnovo estivo, riaperta dalle ultime scosse di mercato e dalla volontà di Mino Raiola di portare Donnarumma altrove. Sarà un lungo, lunghissimo gennaio per Donnarumma e per il Milan. La società rossonera deve fare i conti con tre reali minacce: la Juventus, il Paris Saint-Germain e Mino Raiola. Il procuratore è il pericolo più grande: la frizione con il direttore sportivo rossonero Massimiliano Mirabelli c’è ed è sotto gli occhi di tutti. Il mercato di gennaio incombe e PSG e Juve sono da mesi vigili sulla situazione. In caso di mancata intesa con l’amministratore delegato Marco Fassone, Raiola proverà a spostare il proprio assistito. A giugno sicuramente, magari già a gennaio. E in quel momento le “rassicurazioni social” di Donnarumma potrebbero diventare solo un lontano ricordo…

@AleCosattini