All’ultimo tiro. All’ultimo respiro il Napoli la spunta e fa un torto all’Atalanta che il pari l’avrebbe più che meritato. Ma il pallone così è: spesso decide come più gli pare. Forse non nel modo più giusto, ma questo conta poco.  

Hanno da farsi perdonare un po’ di cose, l’Atalanta e il Napoli. La sconfitta di Empoli, infatti, brucia ancora a Gasperini, ma pure ad Ancelotti il dopo-pari con il Chievo non ha regalato giorni assai sereni, questo è certo. Ma chi anche solo per questo s’aspetta una partita subito feroce è subito smentito. Non perché se la prendano comoda i giovanotti in campo, ma perché mentre l’Atalanta si sistema, mentre prova subito a tener basso il Napoli per limitarne il gioco, gli scappa Insigne a destra e sono subito dolori. Il vuoto, lo spazio, il destro preciso per Fabian Ruiz che asseconda il contropiede sul lato mancino e, manco un minuto e mezzo dopo il via, il Napoli è vantaggio. E quando capita così, c’è poco da fare, la partita cambia.

Non è più quella ch’era stata preparata. L’Atalanta, infatti, accusa il colpo e impiega tempo a ritrovarsi. Il Napoli, invece, cambia pelle e gioca come non sa giocare. Rischia, insomma, a star dietro, ad aspettare e a ripartire appena può. Tant’è, che non manca un po’ di confusione dalle parti di Ospina, che, però, non rischia mai davvero. Forse solo su un tentativo di Zapata da vicino. Rischia, invece, il povero Berisha. Perché l’Atalanta che non sopporta lo svantaggio smarrisce un po’ il criterio. L’equilibrio, insomma. Sta alta, infatti. Guarda solo avanti e s’espone al contropiede azzurro. Tant’è che rischia d’andar sotto un paio di volte, quando Fabian “passa” a Berisha invece di tirare e quando Insigne, ancora lui, mette fuori d’un niente con un mezzo pallonetto.

Strana partita, insomma. Perché l’Atalanta non riesce ad essere la squadra rapida nel palleggio e aggressiva su chi porta palla e perché il Napoli quasi si snatura con quella sua difesa e contropiede. Sì, partita strana. Fisica. Bruttina, per capirci.

E non cambia granché dopo il riposo, anche se tocca subito ad Albiol metterci un piede per negare a Rigoni il gol del pari. L’Atalanta fa pressione. Ci prova. Se la gioca e come, anche se non è la solita Atalanta. Il Napoli rischia e Ancelotti s’agita parecchio. Prova a tenere il Napoli più alto, ma non ci riesce. E com’era scritto nel destino di questa partita,  appena può, Zapata (56’) non persona e si gusta la vendetta che aspettava. E d’incanto, pur senza mai trovare grandi ispirazioni, il pari cambia un’altra volta la partita.

Intendiamoci, non tanto, ma almeno più vivace. Mai bella, ma con qualche brivido che prima manco  c’era. Con più intraprendenza, insomma. E un rischio grande per Ospina quando Gomez un poco s’addormenta e manca l’occasione da un metro o poco più. Non fa gol, Gomez, però alza il livello d’allarme degli azzurri. Tant’è che Ancelotti richiama Fabian Ruiz e  Maksimovic e mette forze fresche che si chiamano Hysaj, Zielinski e subito dopo pure Milik per lo spento Mertens. E come spesso capita, decide proprio l’ultimo arrivato. Bello e  importante il gol di Milik. Pregevole e pesante. Escluso in avvio di gara, lui si vendica così. E grazie a lui il Napoli resta ancora lì. Otto punti dietro la Juve, ma tre più dell’Inter e non è poca cosa.  


IL TABELLINO

Atalanta-Napoli 1-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 2' p.t. Ruiz, 11' s.t. Zapata (A), 40' s.t. Milik (N)

Assist: 2' p.t. Insigne, 11' s.t. Hateboer (A), 40' s.t. Mario Rui (N)

Atalanta (3-4-1-2)Berisha; Mancini (44' s.t. Tumminello), PalominoMasielloHateboer, de RoonFreulerGosensGomez; Rigoni (26' s.t. Valzania), Zapata. All. Gasperini.
 
Napoli (4-3-3):  OspinaMaksimovic (32' s.t. Hysaj), AlbiolKoulibaly, Mario RuiFabian Ruiz (32' s.t. Zielinski), AllanHamsikCallejonMertens (37' s.t. Milik), Insigne. All. Ancelotti.

Arbitro: Giacomelli di Trieste (Vivenzi, Alassio; Doveri)

Ammoniti: 14' p.t. Allan, 16' s.t. Masiello (A), 34' s.t. Mario Rui (N)