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Un gol e un assist. Così. Giusto per ricordare a tutti che è lui Sebastiano Esposito da Castellammare di Stabia, attaccante classe 2002 che a suon di gol e magie con le giovanili dell'Inter e quelle azzurre si è fatto largo nella squadra di Antonio Conte. Il suo esordio con la Nazionale Under 19, contro Malta nel primo girone di qualificazione al prossimo Europeo di categoria, non ha tradito le attese, perfettamente in linea con le aspettative che accompagnano chi ha mostrato di avere i colpi del predestinato. La solita punizione gioiello a stamparsi sulla traversa e poi la rete ad aprire le marcature, da progetto di campione: dribbling sull'esterno per disorientare il primo difensore, sterzata per accentrarsi e lasciarne un altro sul posto e poi destro sul primo palo vincente.

CONTE STRAVEDE PER LUI - Ma un giocatore a certi livelli lo si giudica anche da altri particolari, tipo la capacità di catalizzare le attenzioni su di lui e di essere l'iniziatore di gran parte delle azioni offensivi della squadra. Come puntualmente è accaduto nel secondo tempo, in occasione del raddoppio firmato dal romanista Riccardi. Un attaccante a tutto tondo sul quale Conte e l'Inter tutta hanno intenzione di puntare ancora nel corso della stagione, indipendentemente dal pieno recupero di Sanchez e dall'arrivo di un attaccante con caratteristiche più affini a quelle di Lukaku. In particolare, i dubbi legati al riscatto a fine stagione dal Manchester United del calciatore cileno spingono nella direzione di un Esposito che sarà ancora protagonista nell'arco di un'annata che può essere strategica per la sua maturazione. Sportiva e umana.





FUTURO SCRITTO - Conte stravede per lui, la società ha già mosso passi concreti verso il rinnovo di contratto fino a giugno 2022 che sarà ufficializzato non appena il ragazzo avrà compiuto i 18 anni di età. Quasi superfluo sottolineare come oggi le speranze delle tante squadre straniere rimaste abbagliate dal suo talento di soffiarlo all'Inter siano bassissime. Il rapporto tra Esposito e la sua famiglia (il fratello Salvatore ha mosso a sua volta i primi passi calcistici nel vivaio nerazzurro) e l'Inter è talmente consolidato e solido da non far pensare a colpi di scena. Gli unici colpi da evidenziare sono quelli di un ragazzo di 17 anni di enormi prospettive e un patrimonio da non disperdere. Per il bene della Serie A e di tutto il movimento italiano.