Commenta per primo

Le parole sono sempre le stesse, soprattutto al turno di campionato successivo ad una partita di Europa League. soprattutto da parte di qualcuno anche se negli anni il discorso ha coinvolto più o meno tutti o quasi.

Verso aprile, maggio, si fanno i salti mortali per riuscire a piazzarsi al 4°, 5° posto, facendo mille calcoli su chi vincerà la Coppa Italia, per vedere se si libererà un posto in Europa, poi, quando ci si arriva, si prendono i soldi e...inizia il lamento da parte di allenatori e dirigenti.

Le squadre non sono preparate ad affrontare gli impegni settimanali, la rosa non è abbastanza lunga per gestire partite ravvicinate, si deve stabilire un obiettivo preciso (e tutti scelgono il Campionato), il tasso tecnico a disposizione non ha caratura europea e via dicendo. Queste sono le principale motivazioni addotte, quasi a mettere le mani avanti in caso di "figuraccia" europea.

Poi, nella conferenza pre partita, tutti dicono che all'Europa League tengono molto, che è un palcoscenico importante, che si deve onorare l'impegno, anche se non viene specificato poi con quali giocatori, dato che troppo spesso, per come viene presa questa competizione, vengono gettati nella mischia giocatori reduci da lunghissimi infortuni, ipotetici giovani talenti, calciatori che essendo stati pagati fior di milioni non trovano spazio nel nostro campionato alla domenica.

Insomma, una marea di frasi fatte che fanno da contorno (a volte anche un po' stucchevole) ad un torneo comunque di carattere europeo, comunque difficile per svariati motivi, che davvero offre un palcoscenico importante sia per società sia per gli stessi giocatori, che hanno modo di mettersi in mostra e scatenare magari aste di mercato estive tra società di mezza Europa (si pensi a Guarin, Hulk, Falcao, Markovic, solo per citarne 4).

Quando si giocavano la Coppa Uefa e la Coppa delle Coppe, sono arrivate in fondo, o comunque andate avanti, squadre come Torino, Parma, Sampdoria, Atalanta, Cagliari, Genoa (al di là delle "solite"). Squadre che non avevano certo 30 giocatori in rosa, in cui le riserve erano di tasso tecnico e caratteriale decisamente inferiori ai titolari. Oggi invece dovrebbe essere teoricamente più semplice perchè il concetto di "giocatore di riserva" tende a scomparire, andando ad assottigliare la differenza con il titolare.

Non si capisce quindi, soprattutto nei mesi di settembre, ottobre, come i nostri giocatori possano essere così stanchi da meritare turni di riposo infrasettimanali, come, dopo soli 1-2 mesi da inizio stagione, stando a ciò che capita di sentire, non siano in grado di giocare 2-3 partite in una settimana. Vero che rispetto a qualche tempo fa i ritmi sono cambiati, tutte è più veloce, ma sono cambiati anche i metodi di allenamento, i mezzi e gli strumenti.

Bisogna inoltre considerare che il nostro calcio è comunque più lento (in generale) rispetto ad esempio a quello inglese della Premier League; il numero di partite complessive della stagione nel nostro campionato è inferiore a quello inglese in quanto questi hanno ben 2 coppe nazionali e non solo l'equivalente della nostra Coppa Italia (che noi troppo spesso snobbiamo, mentre gli inglesi assolutamente no).

La "moda" del turnover eccessivo e del lamento continuo, è tipicamente nostro, tipicamente italiano: nessuna squadra europea cambia 9-10 giocatori tra la domenica e il giovedì, nessuna squadra europea si lamenta dei turni di coppa, nessuna squadra europea accampa scuse per giustificare magre figuracce. Tutte onorano l'impegno, se non altro per rispetto di quei tifosi che all'estero riempiono gli stadi e pagano il biglietto, senza le solite frasi di circostanza.

Con questa moda, tutta italiana, la nostra classifica Uefa...piange e il percorso per  tornare a farla ridere non sarà certo semplice e breve.