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Su Repubblica, Fabrizio Bocca commenta l'amara sconfitta dell'Italia nell'ambito dell'assegnazione degli Europei del 2016, che saranno organizzati dalla Francia. Come schiaffo forse fa un po' meno male, per il semplice motivo che ce lo aspettavamo, ma sempre di schiaffo si tratta. L'Uefa per gli Europei 2016 ha scelto la Francia andata al ballottaggio con la Turchia: l'Italia è arrivata terza. Quelli che hanno vinto hanno mandato Sarkozy, noi abbiamo mandato Rocco Crimi, che è finito al tappeto al primo round. Berlusconi ovviamente ha girato al largo. Ora dirà che se fosse andato lui l'Italia avrebbe vinto. Del resto ha detto che se avesse allenato il Milan avrebbe vinto lo scudetto con 5-6 punti di vantaggio. E' stato un vero e proprio fallimento, e non solo dello sport: l'Italia è campione del mondo, si ritiene una potenza del calcio in assoluto, un paese famoso per le sue organizzazioni dei grandi eventi sportivi, in Italia vogliamo portare anche le Olimpiadi del 2020 ma non siamo stati proprio presi in considerazione. Considerato che la volta precedente gli Europei sono stati dati a Ucraina e Polonia (che ora per la verità hanno un sacco di problemi a rispettare le promesse fatte) c'è da credere che il nostro credito internazionale - e qui non c'entra solo lo sport...- stia ormai precipitando. Dopo la bella favola di Torino 2006, sono stati più' dolori che gioie. (...) Abbiamo avuto scandali enormi, abbiamo domeniche di violenza, abbiamo introdotto persino il razzismo in curva e non solo. E gente allo stadio ne va anche sempre meno. Per quale motivo avremmo dovuto vincere questa partita? Forse gli Europei alla Francia (che aveva già avuto i Mondiali nel '98 e quindi otto anni dopo l'Italia) sono anche un pò un ossequio a Le Roi Platini, presidente dell'Uefa. Ma sicuramente siamo politicamente ed economicamente in declino, e questo schiaffo è un'altra maniera di ribadircelo. Soldi non ce ne sono in compenso non contiamo più' nulla. Di sicuro almeno nello sport siamo ormai il paese dell'immobilismo dove i problemi non si risolvono finché non si incancreniscono. Per costruire nuovi stadi si sta attendendo una nuova legge: quei benefattori che vogliono costruire nuovi impianti vogliono in cambio milioni di metri cubi di palazzine e centri commerciali. Degli stadi veri e propri importa poco o nulla a nessuno. E poi forse prima di costruire nuovi stadi dovremmo guardare molto a fondo la lezione che ci lasciano quelli vecchi. Ma li avete mai visti da vicino? Piste di atletica decrepite, cemento che si sgretola, tetti sfondati, prati ridotti a campi di patate, bagni che sono uno schifo, scalinate rotte. Non abbiamo saputo mantenerne uno, e vogliamo costruirne di nuovi. Siamo in declino e in profonda crisi, non meravigliamoci quando ce lo dicono in faccia.