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La Spagna è meritatamente campione d’Europa Under 21. Alla vittoria in finale contro la Germania l’ha trascinata Fabian Ruiz, orgoglio di Napoli e di Carlo Ancelotti: ha giocato una partita monumentale. Per andare in vantaggio (gol stupendo del napoletano) è bastato un quarto d’ora di un calcio stellare, di marca spagnola, un quarto d’ora che ha frastornato i tedeschi. Tutto il primo tempo è stato della Spagna. Nel secondo si è vista la Germania, che avuto il merito di non perdere contatto con la partita, ma anche la sfortuna di prendere il gol del 2-0 quando stava rovesciando in campo le migliori energie. I tedeschi hanno meritato di segnare il 2-1, ma a pochi minuti dalla fine, quando la Spagna era già campione.

Per la nazionale di De La Fuente è una bellissima rivincita dopo la sconfitta di Cracovia nella finale di due anni fa e con questo successo raggiunge proprio l’Italia a quota 5. Per la nostra Under 21 questa finale è diventata consolazione e rimpianto. Consolazione perché ci ha eliminato (anche) la squadra campione d’Europa, rimpianto perché noi quella squadra l’avevamo battuta nel debutto di Bologna, anche se a Udine c’erano sei giocatori diversi rispetto a quella gara.

   

GERMANIA SENZA PALLA. Il primo quarto d’ora di questa finale è stato uno spettacolo di calcio spagnolo. Per possesso palla, qualità nei passaggi, ricchezza tecnica e capacità di recupero palla, eravamo quasi ai livelli del Barcellona di Guardiola. In questi 15 minuti i tedeschi avranno pensato che a Udine si stesse giocando un calcio con una nuova regola, un calcio senza pallone perché non l’hanno mai visto. Fabian Ruiz dominava la scena, era sempre dove servivano la sua presenza e la sua tecnica sopraffina; Ceballos (in ombra nella semifinale contro la Francia) era di nuovo al centro del gioco con quei tocchi così stretti, così corti e così precisi che potevano fermarlo solo con i falli; poi Olmo, a imperversare prima a destra e poi a sinistra, e Oyarzabal che, come vedremo, sarà decisivo anche nell’azione della rete.

   

UN CAPOLAVORO DI FABIAN. La Spagna ha segnato dopo 8' con un’azione stupenda. Attacco centrale, Oyarzabal ha fatto un taglio...opposto, dal limite dell’area tedesca verso la metà campo, ha appoggiato la palla a Fabian Ruiz che, grazie al passaggio e al movimento di Oyarzabal, ha trovato la difesa con le porte spalancate: Eggestein era in ritardo sul napoletano e Tah, il centralone del Bayer Leverkusen, si è opposto alla staffilata di sinistro di Fabian girando la schiena.

   

LA RISALITA. La Germania ha avuto la forza di restare attaccata a una partita che era tutta dalla parte spagnola. Con una fatica immane si è fatta vedere dalla parte di Sivera solo dopo 24' con un tiro di Öztunali deviato da Firpo. Nel finale del primo tempo è arrivata a battere quattro angoli consecutivi, ma sul piano del gioco era sempre la Spagna a comandare, seppure con un ritmo ora un po’ più ridotto. Spagna che ha rischiato di restare in 10 al 33' per un bruttissimo fallo di Vallejo sul capocannoniere del torneo, Waldschmidt. L’arbitro serbo Jovanovic ha sbagliato scegliendo il giallo come provvedimento, il piede di Vallejo era alto, diretto alla tibia del tedesco. Ha sbagliato anche l’olandese Kamphuis al Var, che ha controllato e non è intervenuto.




UN’ALTRA GERMANIA. Il secondo tempo è cominciato in modo opposto al primo. La Germania si è riversata nella metà campo spagnola e ha cominciato a spingere davvero. Un tiro di Amiri non è stato trattenuto da Sivera ed è diventato un rischio per la Spagna. Kuntz aveva accentrato la posizione dello stesso Amiri e aumentato il livello della pericolosità del suo attacco. De la Fuente ha fatto il primo cambio dopo 10', togliendo Oyarzabal per far entrare Soler (che poco dopo colpirà la traversa). Al centro dell’attacco spagnolo è andato Olmo. Ora il gioco era della Germania: Henrichs, schiacciato indietro nel primo tempo, adesso faceva l’ala sinistra (Soler era entrato anche per la sua marcatura), Amiri creava dei problemi alla coppia Nunez-Vallejo e anche Öztunali metteva in difficoltà Firpo. Mancava però Waldschmidt, forse stanco, di sicuro mai incisivo.

   

ANCORA FABIAN RUIZ. La Spagna ha chiuso il conto proprio nel  momento di maggior spinta della Germania. L’azione è partita sempre da quel fenomeno di Fabian Ruiz, nettamente il miglior giocatore di questo torneo. L’ha iniziata e conclusa con un sinistro su cui Nubel ha commesso un errore pesante, lasciandosi scappare la palla: Olmo è stato il più rapido, tocco sotto, 2-0 e Spagna campione d’Europa. Prima di uscire per un’ovazione strameritata, Fabian Ruiz è andato vicino al 3-0 in fondo a un’azione con quattro tocchi di prima: il suo, l’ultimo, di sinistro, è uscito di un soffio. La Germania non ha mollato nemmeno a quel punto. A 5' dalla fine Waldschmidt ha sbagliato il gol del 2-1, gol che ha poi segnato Amiri (con deviazione di Vallejo) a 2' dalla fine. Gol meritato per l’impegno, ma sul successo della Spagna nessun dubbio. Era la più forte e ha vinto.

PS: chi ha organizzato questo torneo, l’ha fatto bene davvero. Stadi pieni, entusiasmo e molta correttezza.

   

SPAGNA-GERMANIA: 1-0

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SPAGNA (4-2-3-1): Sivera 5,5; Aguirregabiria 6,5 Nuñez 6,5 Vallejo 6 Firpo 6,5; Roca 6,5 Fabian Ruiz 8,5 (34' st Merino sv); Olmo 7,5 Ceballos 7,5 Fornals 6 (29' st Mayoral sv); Oyarzabal 6,5 (10' st Soler 7). Ct: De la Fuente 7

GERMANIA (4-3-3): Nubel 5; Klostermann 6 Tah 5 Baumgartl  5,5 Henrichs 6,5; Serdar 5,5 (16' st Neuhaus 6) Ma. Eggestein 6 Dahoud 6; Öztunali 6 (24' st Ritcher sv) Waldschmidt 5,5 Amiri 7. Ct: Kuntz 6

ARBITRO: Jovanovic (Serbia) 5

MARCATORI: 8' pt Fabian Ruiz (S), 24' st Olmo (S), 43' st Amiri (G)

AMMONITI: 33' pt Vallejo (S) e 26' st Nunez (S) per gioco falloso, 36' st Siveira (S) per comportamento non regolamentare.