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L'esordio, non con la Juve ma in Serie A. Venti minuti di guizzi, idee e giocate, venti minuti che hanno conquistato tutti. Tifosi, compagni, addetti ai lavori. "Emozione unica, con la maglia più bella che c'è", scrive lui subito dopo la gara ricevendo anche i complimenti di Demiral, nell'ormai consueto modo in voga sui social bianconeri: "Bravi fagioli. Sempre troppo lavori perché tua qualità top". E qui ci ha preso il difensore turco, perché la parola chiave è qualità. Fagioli ne ha tanta e pur giovane sta dimostrando di poter essere a livello dei grandi. Fluidità naturale, personalità nelle giocate e voglia di prendersi il pallone. Qualità che non si insegnano, come dimostrano anche le difficoltà nella gestione palesate da Bentancur. Quando la palla scotta qualcuno deve avere il coraggio di prenderla e alla Juve assenza di Arthur questa figura manca. Senza palleggiatori puri come il brasiliano, gestori come Bonucci o amanti del rischio alla Cuadrado, infatti, spesso la Juve si è persa, da sola. E Porto è solo l'ultimo caso. Ecco perché Nicolò Fagioli.

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