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Non solo Paris Saint-Germain. Anche Manchester City, con gli oltri 150 milioni di euro investiti per tre terzino (Walker, Danilo e Mendy), e Milan preoccupano la Uefa. Come riporta La Gazzetta dello Sport il nuovo presidente Ceferin vuole continuare con la linea del fair play, inserendo nuove regole sportive e finanziarie. Tra le proposte ci sono un tetto alle rose, un limite agli acquisti nelle finestre di mercato, una regolamentazione dei prestiti oppure una luxury tax (i club dovranno pagare al sistema una percentuale su stipendi e trasferimenti superiori a un determinato importo) fino ad arrivare al salary cap (il tetto agli stipendi per club). Ciò nonostante non è detto che i problemi saranno risolti. 

CASO MILAN - La situazione del Milan è monitorata dalla Uefa, che deve valutare il 'famoso' voluntary. Il «mercato aggressivo» dei rossoneri preoccupa Nyon e non solo per le cifre. Il voluntary è concesso a nuovi proprietari per risanare le casse e non essere sanzionati per colpe precedenti. Una sorta di auto-denuncia. Ma occorre, appunto, risanare. Mentre il Milan sembra andare in senso opposto: sta aumentando il deficit, sta «scommettendo» su futuri successi che aumenteranno le entrate, proprio quello che si voleva cancellare del precedente sistema. Anche gli acquisti con prestiti subito, e pagamenti negli anni successivi, non sono visti di buon occhio. Tra ottobre e novembre il Milan presenterà i conti del 2017 (l’esercizio si chiude a giugno) e le previsioni per il 2018. Ma a Nyon sono arrivate le lamentele di altri club non contenti della libertà del Milan.
CASO INTER - L’Inter, invece, ha il voluntary ma il settlement. Per cui deve sottostare a regole precise: se spende 20 (gli acquisti non possono essere «spalmati») deve incassare 20, quindi si muove con massima cautela. I ricavi cinesi crescono ma il margine di manovra è ridotto. Certo: il Psg, se sforerà, potrà essere punito solo a fine 2018, mentre il Milan rischia di sentirsi dire «no» subito.