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Halloween è finito, ma c'è ancora un fantasma che si aggira nello spogliatoio della Lazio. Si è impossessato del corpo di uno dei migliori giocatori biancocelesti dell'ultima stagione, lo ha reso irriconoscibile, lo ha trasformato da risorsa a problema per Stefano Pioli. Antonio Candreva è entrato in un tunnel di mediocrità, dal quale fa fatica ad uscire. Un involuzione inspiegabile, per uno dei centrocampisti migliori d'Italia, protagonista l'anno scorso con 10 gol e 13 assist della cavalcata della Lazio verso il terzo posto e i playoff di Champions League.

LE RAGIONI DEL DECLINO - Candreva non è più lui, le sue cavalcate sono meno devastanti, i suoi cross sono meno precisi. In questo campionato non ha ancora trovato il gol e solo contro l'Atalanta ha giocato tutti e novanta i minuti. Alla base delle prove negative non ci sono ragioni tattiche, probabilmente motivi fisici. Il problema alla caviglia, che gli ha fatto saltare tre partite (più una di Europa League), evidentemente non è completamente superato e non lo fa stare tranquillo. Gli fa sbagliare anche le giocate più semplici. Serve una scossa, Candreva deve tornare a lasciare il segno. Domenica c'è il derby, La Lazio e Conte hanno bisogno di lui.