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Del Neri fuorioso: "Espulsione nefasta: per lui è una ricaduta, adesso spero che impari".
Anno nuovo, vecchie follie. Felipe Melo: "Pago il mio nome".
Questione di cattiva etichetta, più che di atavica reazione, sostiene Felipe: "Pago solo per essere Melo", sibilava ieri il brasiliano lasciando il campo dopo essere stato espulso per aver dato un calcio in faccia a Paci, difensore del Parma. Sarà, ma nel frattempo il centrocampista pagherà altro: l'inevitabile squalifica del giudice sportivo e la multa, in migliaia di euro, che subito dopo gli rifilerà la società bianconera, per aver violato il codice etico. E per averla pesantemente danneggiata nella partita, come non ha nascosto Gigi Del Neri: "È stata una espulsione nefasta. Per lui è una ricaduta, spero che impari".

Pareva averlo fatto, dopo aver camminato sulle cosce di Robben in diretta tv su tutto il pianeta: lui cacciato e Brasile fuori dal Mondiale sudafricano. Felipe se n'era andato in vacanza, ed era stato capace di azzerare tutto: tanto che la nuova Juve di Del Neri e Beppe Marotta gli aveva ridato fiducia. Da brutto anatroccolo era ridiventanto uno dei mediani più affidabili del campionato: pochi calcioni, molti recuperi e pure qualche lancio. Fiducia ripagata, insomma, almeno fino a ieri pomeriggio. Che poi l'avversario l'abbia innescato con un brutto fallo, testimoniato da tre tacchetti incisi per dieci centimetri sulla coscia, fornisce una lievissima giustificazione, non certo un'attenuante. "La reazione di Felipe non è stata corretta - ha commentato alla fine Andrea Agnelli, presidente bianconero - ma ci stava una sanzione più pesante per il difensore del Parma (ammonito, ndr) per la tacchettata sulla coscia del nostro giocatore".

Ma perdere così la testa, non esiste. Da buon capitano, Alex Del Piero è onesto senza infierire: "Non ho visto le immagini, ma sicuramente Felipe non ha fatto la cosa giusta". Con l'aggravante di essere un pezzo fondamentale per la Juve: "Melo è un giocatore importante per noi - ha aggiunto Del Neri - e l'ha dimostrato per tutto il girone d'andata. Senza di lui è caduto tutto il lavoro di protezione davanti alla difesa: questa volta ha sbagliato, è ricaduto nel vecchio Melo". Per ritrovarsi, gli basterà lasciar perdere le discriminazioni. In fondo, l'arbitro Brighi gli regalò pure un cartellino giallo, con dedica, "al fratello buono di Felipe". Ieri s'era ripresentato quello sbagliato.