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Gentile Procuratore,

sono un genitore di un calciatore del 2002, oggi in Serie D dopo anni trascorsi in una società di calcio di serie A. Non voglio dire che mio figlio sia un fenomeno, ma militare dall'età di 10 anni in una squadra di serie A e ritrovarsi le porte chiuse a 19 anni mi sembra poco comprensibile! Nessun dirigente aveva spiegato le motivazioni della mancata conferma per un altro anno. Allora ho alzato la cornetta e ho fatto la figura del classico papà italiano che pensa di avere un campione in casa: "Perché mio figlio lo avete lasciato a casa?". Risposta: "Perché è basso. Stop. Ci dispiace". Arrivo al punto. Abbiamo appena visto che Luis Enrique ha schierato in campo nella nazionale spagnola un 2004 alto un metro e '73 cm, un "certo" Gavi. Grande Enrique! Niente da dire! Il ragazzo è fortissimo ed è giusto così. Però il pensiero non va ora solo a mio figlio, ma a tutta quella schiera di ragazzini che sognano di diventare dei calciatori e che vengono presi in giro dalle loro società. Finiscono il loro percorso nei settori giovanili e poi vengono lasciati a casa con le motivazioni più strampalate: "sei piccolo", "sei immaturo", "fisicamente sei indietro", ecc. ecc.

I nostri figli non devono giocare in Nazionale, ma dopo 10 anni di calcio in serie A non possono finire nelle squadre di paese perché ritenuti bassi. Ditecelo prima, non fate cambiare residenza, scuola, vita ai nostri figli se in loro non avete mai creduto! Chiedo di pubblicare questo mio sfogo senza se e senza ma, sperando che si apra un dibattito costruttivo da parte dei vostri utenti su queste incredibili ingiustizie che i nostri figli calciatori italiani devono subire ogni giorno. A me si uniscono, nello sfogo, altri genitori di calciatori del 2002 che sono rimasti a casa anche loro senza ricevere nessuna spiegazione plausibile.

Gentile Papà,

la redazione ha deciso di pubblicare la sua mail appena ricevuta
. E, come da lei suggerito, lasciamo ai nostri amici di calciomercato.com il compito di commentare quanto da lei denunciato sperando che possa aprirsi sul tema un dibattito costruttivo.