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Woman, I will try to express my inner feelings and thankfulness for showing me the meaning of success”. John Lennon ringraziava così, con un brano del suo ultimo album Double Fantasy uscito nel 1980, la moglie Yoko Ono. Grazie per avermi mostrato cosa significhi il successo, cantava John alla donna che è stata più croce che delizia per i fan di Lennon e dei Beatles, essendo probabilmente la causa principale dello scioglimento dei Fab Four nel 1970. 

Successo femminile che, anche nel calcio, non sempre fa rima con talento e scelte vincenti. Nelle ultime settimane lo sta dimostrando ad esempio l’operato di un’altra donna “di successo”, Wanda Nara, che però non sembra avere dalla propria il talento e le competenze giuste da manager e procuratrice, pagando queste mancanze con una situazione surreale che sta facendo il male del suo assistito (e marito) Icardi oltre che dell’Inter. 

Le critiche mosse a Yoko in passato e a Wanda oggi però, ad eccezione di alcune ridicole espressioni come quelle usate da Fulvio Collovati a Quelli che il Calcio, non hanno niente a che vedere con sessismo e maschilismo. Anzi, dimostrano ancora una volta (se mai ce ne fosse ancora bisogno) il ruolo forte che il gentil sesso sta fortunatamente acquisendo in modo sempre più incisivo anche in ambienti non sempre eccessivamente femminili come il rock (che a onor del vero l’emancipazione femminile l’ha vissuta già dagli anni ’60, tra Janis Joplin e Amy Winehouse passando per Blondie e Patti Smith) e il calcio. 

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Chi è influente fa discutere, nel bene e nel male. E tanti sono gli esempi attuali di forza, grinta, energia e femminile che si esprimono al meglio tra rock e gol. Su tutte, nel calcio spiccano le figure tanto diverse quanto ugualmente impattanti di Marina Granovskaia e Sidney Leroux. La prima, da sola, tiene in piedi salde le redini di una delle società più importanti del calcio mondiale, il Chelsea, prendendo le decisioni di mercato anche senza passare dall’allenatore Sarri o influenzando con tono deciso Roman Abramovich. La seconda, attaccante della squadra di NWSL Orlando Pride, ha iniziato la preparazione per la nuova stagione incinta di cinque mesi e mezzo, tra l’ammirazione per il coraggio mostrato e l’affetto di tifosi, compagne di squadra (tra cui Marta e Alex Morgan, due delle calciatrici più forti e pagate al mondo) e avversarie. 

Nella musica è significativo che agli ultimi Grammys ben 31 premi (poco meno della metà del totale) siano andati a donne, con un incremento dell’82% rispetto al 2018. Chissà cosa ne penserà Francesco Renga, che all’ultimo Festival di Sanremo aveva dichiarato che sul palco dell’Ariston si sono esibite poche cantanti perché le voci maschili sono più belle. Il Grammy come miglior album rock l’ha vinto Masseduction di St. Vincent, che ritirando il premio dopo un'esibizione con Dua Lipa ha dichiarato: “Tutto il lavoro che ho fatto per questo album è stato concentrato sulle donne. Sento di essere molto fortunata a poter assumere delle donne e non sono minacciata da altre donne potenti. E’ importante avere più donne in posizioni di potere per dare una possibilità a chi, per ragioni di sfortunato sessismo sistemico, non ne ha avuta ancora nessuna”.

Donne al potere, dunque. Donne dall’animo rock, donne da celebrare oggi e ogni giorno perché finalmente, come dice Florence Welch (che i suoi Florence + The Machine sarà in Italia a metà marzo e in estate) in uno dei suoi pezzi più celebri, Dog Days Are Over, o quasi.