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Ci sono volute 21 partite di campionato per vedere Ioannis Fetfatzidis gonfiare la rete in serie A. L’attesa è il filo conduttore della sua esperienza al Genoa. Si parte da quest’estate quando il piccolo greco, definito il “Messi” ellenico per la statura, la spettacolarità delle giocate e la dote naturale di un ottimo sinistro, entra nel mirino del Grifone fin dal primo giorno di mercato. E’ Daniele Delli Carri a volerlo fortemente ma la trattativa stenta a decollare. Due lunghi mesi di riunioni, colloqui e telefonate con l’Olympiakos per convincere il club a cederlo, poi l’accelerata e l’approdo nell’ultimo giorno utile per la compravendita dei giocatori. Entrare a far parte di un gruppo già formato non è facile, ci vogliono quindici giorni per la prima convocazione, nel derby con la Samp, e oltre venti per vederlo in campo nel non brillante 0-0 con il Livorno. L’addio di Liverani e l’approdo di Gasperini sembrano poter togliere ossigeno al fantasista: il tecnico di Grugliasco dai suoi esterni di attacco vuole grande dinamismo, gol e una certa capacità tattica che il greco sembra non avere.

Lui lavora, tanto e in silenzio, e nel nuovo corso riesce a ritagliarsi sempre più spazio. Per i tifosi è delizia quando è in giornata ma croce e punto interrogativa quando se lo trovano a trotterellare per il campo senza riuscire a trovare la posizione. A Genova quindi si accende il dibattito: titolare inamovibile oppure uomo decisivo per l’ultima mezz’ora? I numeri dicono che mai Fetfatzidis ha avuto un minutaggio così elevato in carriera, per questo Gasperini non vuole sentire parlare, giustamente, di utilizzo con il contagocce. Nelle ultime settimane il Messi di Grecia sembra aver perso un po’ di smalto, gioca meno e lo fa come se avesse il freno a mano tirato. La giovane età e una struttura atipica gli complicano il percorso, ma forse è il gol che manca a frenarlo più di qualsiasi altra cosa. Ieri il primo sigillo è arrivato, difficile che questo cambi le gerarchie per quest’anno ma c’è chi su di lui punta ad occhi chiusi per la prossima stagione. E’ Daniele Delli Carri che per portare Fetfatzidis a Genova ha lavorato un’estate intera, aspettatelo perché l’anno prossimo sarà il suo, questo il pensiero dell’ex dirigente. Non ci resta che aspettare e vedere, non sarà Messi (paragone che il giocatore ha sempre allontanato con forza)ma il piccolo greco sa come far divertire e ora ha imparato anche a segnare.