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Il presidente dell'Aiac, Renzo Ulivieri, risponde con una lettera aperta sul sito della Figc all'onorevole Pionati, segretario nazionale dell'Alleanza di Centro (Adc), autore, in data 8 novembre, di una interpellanza parlamentare rivolta al presidente del Consiglio dei Ministri, circa l'esistenza di un contratto da 130 mila euro, stipulato tra Ulivieri e la Federazione (e ugualmente tra Nicchi e la Figc), contravvenendo, secondo Pionati, alle Norme organizzative interne alla Federazione (Noif):

"Appena rientrato dal Mozambico, dove sono rimasto una settimana in missione con l'Aifo, associazione che combatte la lebbra nel mondo,  vengo a conoscenza dell'interpellanza parlamentare del Pionati. Dico questo non per esibizionismo ma per motivare la mia risposta differita di qualche giorno. Dopo la smentita della Federazione, vorrei semplicemente informare il Pionati, senza per carità volermi sostituire al presidente del Consiglio, per altro pronto senza dubbio a calarsi con il suo slancio proverbiale nella materia, che al momento attuale non esiste alcun contratto da me sottoscritto con la Federcalcio, né mai c'è stata trattativa alcuna. Detto ciò mi auguro che la situazione possa cambiare, naturalmente nel rispetto delle normative vigenti. Credo che il Pionati converrà che sia giusto corrispondere denaro per una prestazione professionale come quella di direttore della scuola allenatori di Coverciano, ruolo affidatomi dal Consiglio Federale del 2 agosto scorso. Consiglio Federale che in data 19 luglio 2007 aveva provveduto a modificare all'unanimità parte dell'articolo 10 delle Noif, eliminando proprio il concetto di <funzioni non retribuite> per definire la figura di dirigentefederale  (quale io sono in qualità di consigliere federale). Aggiungo che da presidente dell'Aiac percepisco la somma annuale di zero euro (con rimborso chilometrico per le trasferte di euro 0,30 a chilometro), e da consigliere federale percepisco uno stipendio annuo di zero euro (con rimborso chilometrico per le trasferte di euro 0,25 a chilometro più una diaria di euro 47 in occasione dei C.F. o altre commissioni). Complessivamente stiamo parlando di un totale, malcontanto di circa 7/800 euro all'anno. Questo, per il metodo e il merito. Resta l'aspetto politico sollevato dal Pionati quando a chiusura della sua interpellanza argomenta arditamente, che certi contratti <possono in qualche modo condizionare le funzioni dei due citati consiglieri federali in caso di eventuale dissenso dal presidente, determinando così il vulnus di un cripto condizionamento, derivante dalla paura di perdere tali benefit>. Ecco un concetto che mi appassiona: il rapporto di potere, i rapporti col potere. Forse il Pionati sarà abituato a ragionare così, legando in modo sensibile la correttezza di un'idea o di una posizione a un possibile beneficio: mi pare di aver letto qualcosa, a questo proposito, un paio di mesi fa, quando le cronache di Palazzo lo davano attivissimo (lui ex Udc, quindi eletto in un partito di opposizione, e subito transfuga dopo 7 mesi), nella costituzione di un gruppo parlamentare, cosiddetto dei volenterosi (!), pronti a votare la fiducia del Governo Berlusconi. Tutto questo, seguendo il modo di ragionare del Pionati, potrebbe portare a una sola conclusione: la fine della legislatura in autunno, a due anni e poco più dal suo inizio avrebbe significato, se non sbaglio, per il Pionati, onorevole di prima nomina, la perdita di uno stipendio da 15 mila euro e spiccioli netti al mese oltre alla mancata corresponsione della pensione parlamentare non ancora maturata. Non so se questo possa essere considerato il vulnus di un cripto condizionamento: l'aria ce l'ha tutta. Un'ultima valutazione: mi ricordavo il Pionati sublime pastonista del TG1 da Montecitorio, vicinissimo a quel Palazzo ma lontano dal Palazzo del calcio. Evidentemente il Pionati deve aver allargato le sue conoscenze interessate. Con questo, lo saluto volentieri".

Renzo Ulivieri