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Se qualcuno mi avesse detto a dicembre 2018 che dopo 9 mesi sarei stato qui seduto a scrivere quello che fra poco leggerete non ci avrei mai creduto.

Finalmente l’Inter si è liberata di Icardi! Incredibile! Se sgrano gli occhi e leggo attentamente le mie ultime righe quasi rido.

Mi sembra ieri, l’esultanza al gol decisivo sul filo di lana nel derby del 21 ottobre è ancora indelebile nella mia memoria, così come i gol in Champions e il rigore “cucchiaio” da 3 punti contro l’Udinese. Eppure eccomi qui.

Non ho mai visto in Icardi un capitano, soprattutto dopo aver vissuto l’epoca dei fedelissimi e indomiti Bergomi e Zanetti. Lo “zio” ha vinto tanto, il “capitano” ha vinto tutto, rinunciando a soldi e prestigio nel momento più difficile della storia nerazzurra. Avrebbe potuto scappare al Real o al Barca, chiedere più soldi per rimanere ma non lo ha fatto. Gli è stata tolta la fascia (si è successo anche a lui) per metterla sul braccio di Ronaldo ma lui non si è lamentato, non ha smesso di giocare e sudare, anzi ha pure coccolato quel Fenomeno che faceva vincere partite e collezionava gol a raffica.

Questo è amore, questo vuol dire amare l’Inter. La storia non dimentica e quello che si semina si raccoglie. Infatti “Pupi” oggi è vice presidente e ambasciatore nerazzurro nel mondo, amato dai suoi tifosi e dai suoi avversari. Un personaggio trasversale come solo i grandi professionisti dotati anche di un grande cuore possono diventare.

Ho visto però in Icardi quello che tutti potevano vedere: un grande attaccante.

Le opinioni lasciano spazio ai numeri e su quelli si può discutere poco. Icardi sa segnare e non ha mai smesso di farlo. Sarebbe però meglio dire che non aveva mai smesso di farlo fino al “caos Wanda”.

Wanda Nara ha trasformato l’Inter in un giornale di gossip e la carriera di suo marito/assistito in una telenovela a puntate. Ogni settimana ci toccava assistere allo spettacolo della signora Wanda che non perdeva occasione per svelare i segreti dello spogliatoio nerazzurro, per giudicare la società, l’allenatore, i giocatori e la stampa sempre nel nome, a suo dire, della verità e della giustizia.

Chiunque frequenti il calcio, a qualsiasi livello, sa che lo spogliatoio è sacro. In quelle quattro mura può succedere di tutto ma li deve rimanere, tra quelle quattro mura bisogna poi risolvere le questioni. Wanda Nara e Icardi questo sacro vincolo l’hanno violato più e più volte rovinando il clima di un ambiente di lavoro sempre più teso e infuocato.  

Gli Icardi hanno riso in faccia ai tifosi e a chi gli consigliava di abbassare il profilo per il bene dell’Inter. In quel momento dove avevano lasciato tutto questo grande amore per i colori e per i tifosi nerazzurri?

Inutile sarebbe fare ora il riassunto delle puntate della “telenovela”, tutti ormai le sappiamo a memoria manco fossero gli episodi della serie “Friends”.

E allora guardiamo al futuro che si spera possa essere roseo. Le premesse ci sono tutte.

Sabato contro l’Udinese sarà la prima partita dell’Inter senza Icardi. Mauro è a Parigi dove gli auguro di fare benissimo e soprattutto di meritarselo.

Da parte mia c’è la speranza che la signora Wanda si limiti, almeno per questi 12 mesi, a parlare della nuova avventura del suo assistito senza violare la privacy nerazzurra e senza minare la tranquillità di un ambiente che per costruire e vincere ha bisogno di tutto tranne che delle solite “sparate” per farsi notare.

Capisco la voglia di essere protagonisti ma quando si eccede le persone di buon senso dovrebbero fermarsi e pensare. Ci spero ancora ma comunque rimango allergico alle illusioni.

Comincia quindi l’anno dell’Inter di Conte senza Mauro. Da quelle quattro mura lui è rimasto fuori e lo spogliatoio ha chiuso la porta a chiave.

Sempre forza Inter!!