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Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il centrocampista della Fiorentina Massimo Ambrosini si confessa a 360 gradi. 'Questa squadra è stata costruita per giocare a calcio e provare a vincere, i 37 punti del girone di andata lo spiegano bene - ha affermato il giocatore viola -. Se la Juventus non avesse fatto quello che ha fatto saremmo ancora in corsa per tutto. Non molleremo. Montella è un tecnico che lavora seguendo principi assolutamente innovativi. Ogni cosa fatta ha un senso e un fine. Tutto questo mi affascina molto. Un futuro da allenatore? Io il patentino lo voglio prendere, ma sono sicuro che non diventerò mai un grande tecnico. Non ho le caratteristiche umane. Magari potrei lavorare bene con i giovani. Vediamo, c'è tempo. A fine gennaio parlerò con la società del mio futuro. Alla mia età non ha senso fare le cose in fretta. Io non voglio strappare un altro anno di contratto: voglio sapere se posso essere utile alla causa comune. Questo per me conta'.

'L'infortunio di Giuseppe Rossi? Momenti difficili da spiegare. Quello che posso dire è che c'era solo molta tristezza nello spogliatoio - ha raccontato Ambrosini ripensando a quel Fiorentina-Livorno -. Nessuno di noi ha pensato al giocatore, eravamo tutti dispiaciuti per un ragazzo alle prese con le sue paure. E io so che in quei momenti uno vorrebbe solo restare solo con se stesso. Matri? Nella Juve ha fatto molto bene, nel Milan ha trovato una situazione particolare: è uno che sa fare gol. Un bel colpo, sicuro. Anderson? È un giocatore che ha esperienza, tecnica e muscoli. Uno così serviva a questa Fiorentina'.

Ambrosini ha fatto anche un'incursione nella sua vita privata. 'Amo Springsteen, e amo l'idea che la passione non finisca mai - le sue parole -. Il rock è energia. E anche il mio amore per il calcio lo è. I social network? Non li frequento, perché ci tengo molto alla mia privacy. Ma certo non giudico chi usa Facebook o Twitter. E' che vogliono portarci a sbirciare e a curiosare nella vita degli altri. Io non lo farò mai, e non mi piace molto l'idea che qualcuno lo faccia con me. Svegliarsi e vedere Firenze è una fortuna pazzesca. E anche la notte... una meraviglia. Lo ammetto, questa città la conoscevo poco. Ci sono venuto in gita da studente, poi sempre di passaggio. Se dico che è bella dico una cosa banale. Invece dico che è bella da guardare ma anche da vivere. Cosa che non vale per tutte lecittà d'arte'.

'I miei ex compagni del Milan? La loro mi sembra una situazione molto delicata - ha concluso Ambrosini -. Seedorf è stato un calciatore straordinario, uno dei cinque più grandi con cui io ho giocato; in carriera si sarebbe meritato il Pallone d'oro. Credo che farà bene, perché ha le qualità per riuscire anche in panchina. Il più forte con cui ho giocato, però, resta Ronaldo. Uno che con sette chili di troppo e tre ore di sonno alle spalle faceva sempre numeri da fenomeno. Il degrado del mondo del calcio? Purtroppo certe cose non cambiano mai. Si dice: portiamo le famiglie allo stadio, e poi vedi dei padri che urlano parolacce sotto un pullman col figlio in braccio... Però no, aspetta, qualcosa è cambiato: ai miei tempi un ragazzo doveva faticare parecchio per ottenere qualcosa. Ora azzecchi due partite e ti trattano da fenomeno. E' tutto più facile. Troppo facile. E lavorare con umiltà, invece, lo è sempre meno'.