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Ha omesso di dichiarare al fisco 536 milioni di euro, pari a un'Iva evasa di 112 milioni. Protagonista un imprenditore fiorentino, denunciato dalla Guardia di Finanza di Firenze. L'uomo, dopo aver fittiziamente trasferito la propria residenza in Spagna, ha svolto un'attività commerciale utilizzando una società iberica (la Florentia Trade) in violazione della normativa italiana. Tra il 2003 e il 2007 la società ha fatto parte di una complessa rete di imprese dedite alle 'frodi carosello in tutta Europa: così facendo, avrebbe omesso di dichiarare al fisco italiano ricavi per 536 milioni di euro, pari a una Iva evasa di 112 milioni. Le indagini svolte hanno consentito di dimostrare che la società iberica, di fatto, era 'estero-vestità, cioè solo formalmente spagnola ma di fatto italiana. La società è stata gestita ed amministrata dal soggetto italiano che, pur essendo emigrato a Barcellona nel dicembre 2004, è stato sempre domiciliato in Italia, a Firenze. Lo stesso gestiva in Italia l'azienda come unico responsabile. Tutte le direttive e le decisioni erano di sua esclusiva competenza. Nell'ambito dell'indagine, i finanzieri hanno sequestrato un'auto di grossa cilindrata e due immobili. SMASCHERATO DA TIFO Ad attirare l'attenzione degli investigatori è stata anche la sua costante presenza allo stadio, per le partite della Fiorentina. Un dettaglio che è servito alla guardia di finanza per ricostruire i movimenti di un imprenditore fiorentino di 40 anni denunciato perchè, secondo l'accusa, si era dichiarato fittiziamente cittadino spagnolo per evadere il fisco italiano . Le fiamme gialle gli contestano di non aver dichiarato ricavi per 536 milioni di euro, frutto dell'attività di una società iberica per la commercializzazione di telefoni cellulari, che sarebbe stata 'estero-vestità. In pratica, formalmente spagnola, ma gestita a Firenze dall'imprenditore. Che le attività dell'imprenditore fossero incentrate in Italia, anzichè a Barcellona, la gdf lo ha scoperto anche grazie ad altre circostanze: l'uomo aveva in corso una causa al tribunale dei minori di Firenze per l'affido di un figlio, oltre a numerose polizze assicurative, movimenti bancari con istituti italiani, una trentina di multe a Firenze e un telepass che segnava il passaggio sulle autostrade nazionali. Secondo la gdf, per evadere l'Iva venivano utilizzate società 'cartierè, che servivano a far apparire movimentazioni di merce con l'estero. «In realtà - spiega la Gdf - le società coinvolte, dopo aver accumulato un enorme debito con l'erario, scomparivano senza versare imposte allo Stato. Le truffe 'carosellò sono una piaga per il mercato». leggonline.it