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Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, ha risposto ad alcune domande a margine della presentazione di Ikoné: 



"L'intervista di Vlahovic? Non è stata concordata con la società. Per quel che ci risulta non ci sono nuove aperture. A fine novembre c'è stato un incontro fra Commisso e il procuratore di Vlahovic, che ha raddoppiato ancora la richiesta di ingaggio, mancando di rispetto al club. Poi l'incontro del quale è uscita una foto, in un bar, senza esiti positivi. Da un anno succede sempre che noi alziamo l'offerta e loro alzano la richiesta su ingaggio e commissioni.

Procuratori? Noi non siamo contro, vogliamo solo che esista una regola ben precisa. Il concetto di evitare la doppia rappresentanza per noi è fondamentale. Tornando su Vlahovic, non possiamo parlare del suo rinnovo tutti i giorni. Quando a Moena aveva detto che avrebbe firmato, ci abbiamo creduto anche noi. L'ingaggio non è mai stato un grosso problema, quanto invece le richieste personali degli agenti. Noi stavolta non ci stiamo, ci preme solo andare avanti serenamente perché la società esisterà sempre.

Attaccante? Siamo sempre attenti a quello che succede, abbiamo un comparto ben strutturato. Certo, servirebbe avere chiarezza su quello che intende fare Vlahovic, perché le trattative si fanno sempre in tre. Siamo solo all'inizio di gennaio, vediamo quello che ci può portare. Scadenza di contratto? Questa è una delle volontà dell'entourage di Dusan, e non sarebbe bello nei nostri confronti, gli abbiamo consentito di esprimersi sul campo. Se vogliono davvero portarlo a scadenza, escano allo scoperto e lo comunichino. Non bisogna illudere i tifosi, e noi siamo qui per questo, per raccontare la nostra verità. E' una situazione particolare".