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Uno ha toccato da poco l'apice della sua avventura italiana, l'altro si è disperso, dopo tanti elogi, forse fatti in maniera troppo preventiva. Matias Cabrera ha messo a segno lo scorso 25 agosto la rete con cui il Cagliari ha battuto l'Atalanta alla prima giornata di campionato, completando di fatto un percorso iniziato nel gennaio scorso, quando è stato prelevato dal club sardo mentre era uno dei fari a centrocampo del Club Nacional de Montevideo. Stessa società uruguaiana da cui la Fiorentina ha acquistato Matias Vecino, sempre nello scorso mercato invernale, ma che è stato tesserato solo dopo Ferragosto per la mancanza di alcuni documenti che ne hanno impedito il tesseramento da comunitario. Il classe '91 di Canelonas non pare aver convinto a pieno il suo tecnico, Vincenzo Montella, se è vero che di fatto non lo ha mai schierato neanche per 1 secondo nelle tre gare ufficiali dei gigliati da inizio stagione, a fronte di esaltazioni evidentemente esagerate di chi di seconda mano ne aveva notizie negli allenamenti. Vecino è stato provato nel ritiro estivo di Moena, tatticamente, addirittura prima come esterno destro di una linea mediana a cinque, e poi come interno di sinistra, mostrando idee ma anche un passo per il calcio italiano ancora non pronto, sepur si alleni con il gruppo capitanato da Manuel Pasqual dal gennaio scorso. Cabrera invece ha gia' convinto mister Lopez, disputando otto spezzoni, con la rete già citata messa a segno contro l'Atalanta. Magari si saluteranno mentre si avviano in panchina domenica prossima il 27enne di Montevideo e Vecino, compagni nella società campione d'Uruguay nel 2011-2012, pronti a subentrare nel lunch match della terza giornata, e dare un po' di ritmo sudamericano, qualora ve ne fosse bisogno, alle proprie rispettive squadre.