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Un passato da allenatore a Firenze, stagione 2002-2003, quando la squadra viola si chiama Florentia Viola, e poi l'esonero l'anno successivo in serie B, ma anche due anni da calciatore, nella parte conclusiva della carriera a Cesena. Per Alberto Cavasin la sfida del Franchi di stasera,anticipo delle ore 18, è una divisione del suo cuore sportivo. 'La Fiorentina è avvantaggiata rispetto al Cesena per il tasso tecnico superiore rispetto agli avversari, perchè gioca in casa, perchè comunque, prima di Roma, aveva trovato una continuità di risultati- ha spiegato il 54enne trevigiano ospite di Radio Toscana - Ma il Cesena è cresciuta molto dall'inizio, con Jimenez che sa bilanciarla, specie in difesa, avendo perso immeritatamente contro la Sampdoria in casa e aveva giocato bene anche contro la Juventus a Torino. Nessuno pensava che Parolo avesse un rendimento così continuo ed importante. Quest'anno è partito bene, per poi continuare ed adesso, al di là del grande gol segnato alla Lazio, dimostra un applicazione tattica da veterano'. 'Schelotto non e' ancora pronto per una grande squadra, pur avendo velocità, la corsa lunga con la palla, con qualità importanti, ma per una big ha bisogno di tempo - ha aggiunto Alberto Cavasin - La Fiorentina può aver accusato il passaggio da Prandelli a Mihajlovic ma è soprattutto una squadra che stava cambiando la pelle fin dalla scorsa primavera. Gli incidenti importanti, da Jovetic a Montolivo, hanno condizionato il campionato dei viola, che sennò altrimenti avrebbero visto la Fiorentina al sesto-settimo posto. Con un campionato così aperto, sognare il traguardo dell'Europa League per i viola non è un obiettivo utopistico. Mi aspetto una svolta da dopo gennaio, magari con un mercato all'altezza. La Fiorentina è semplicemente un malato in convalescenza, che non deve ricadere in malattia'.