E’un po’ come Charles Barkley nel film Space jam: ad un certo punto da un altro pianeta un gruppo di alieni sottraeil talento ad una delle più grandi ali della storia della pallacanestro americana degli anni ’80-’90 e Sir Charles diventa un giocatore normale. Traslate il parallelismo sul centrocampista della Fiorentina Borja Valero. Chi può credere che quello visto ad inizio di questa stagione possa essere lo stesso todocampista che alla sua prima stagione in maglia viola illuminò gli occhi non solo d’Italia ma di mezza Europa, perché univa una capacità di recuperare centinaia di palloni in una partita, a verticalizzazioni sensazionali e finte, tali da far andare in porta sistematicamente i compagni di squadra?

Solo che adesso Borja Valero è senza poteri, svuotato, perso, ingolfato in una serie infinita di errori a partita che lo hanno reso il primo indiziato del momento no della Fiorentina, visto che non solo non offre più assist e palle filtranti ai compagni, ma sbaglia gol clamorosi (quello nel primo tempo contro il Genoa o il palo contro il Sassuolo nella ripresa), rallenta sistematicamente l’azione, e viene per giunta sostituito, proprio lui che è stato un intoccabile per 18 mesi nelle scelte iniziali del suo tecnico, che non lo toglieva dal campo neanche quando si trovava allo stremo delle forze. Ma cosa è successo all’uomo che è riuscito a far innamorare e ad innamorarsi di Firenze e della Fiorentina, con la sua innata capacità di entrare a stretto contatto con il popolo viola grazie anche all’utilizzo di social network che lo hanno ritratto nei posti piu’ belli della città del giglio, insieme con moglie e figli?

A condizionare principalmente il rendimento del classe '85 madridista un infortunio alla schiena che, ha avuto conseguenze sui piedi, con uso costante di cerotti anti dolore prima, durante e dopo le partite e gli allenamenti. Il periodo di vacanza ha attenuato certi problemi che, però, con pochi uomini utilizzabili a centrocampo durante il ritiro estivo, ha costretto Montella ad un sovradosaggio del proprio numero 20, nel frattempo divenuto spesso anche capitano della squadra. E proprio quest’ultimo ruolo non sembra il piu’ adatto per Borja Valero che è ancora sotto shock per le quattro giornate combinategli dall’arbitro Gervasoni, dopo un Parma-Fiorentina del marzo scorso, e, oggi fa ancora molta fatica a rapportarsi con le giacchette nere italiane. Non sembra aver funzionato infatti l’idea di affidare i gradi di leader in campo al classe ’85 madridista, che non può forzare nel dialogo con i direttori di gara, perché spaventato da una loro reazione. Ed adesso Montella si trova ad un bivio: continuare ad utilizzare questo Borja Valero, a mezzo servizi e in crisi di identità perché comunque utile tatticamente alla sua squadra o mandare l’uomo piu’ osteggiato dal tecnico della Nazionale spagnola Vicente Del Bosque per un po’ in naftalina?