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Fiorentina-Juventus si avvicina e torna a parlare Rocco Commisso: i cori sull'Heysel, il confronto tra campo e mercato e il parallelo con il presidente bianconero Agnelli, c'è tutto nell'intervista concessa dal numero uno viola a La Stampa.

CORI CONTRO SCIREA E HEYSEL - "Non posso accettare parole di odio, insulti contro gli avversari da parte dei tifosi. Io sono cresciuto nella terra della trasparenza, delle opportunità, sono un testimone e un esempio del fatto che chi lavora duro coglie dei risultati. E il valore sportivo è il primo valore morale. La discriminazione, la violenza verbale, i cori razzisti non fanno parte del mio vocabolario. Sottolineo che il problema riguarda altre tifoserie e altre squadre anche internazionali. Ma mi prendo la responsabilità per i miei tifosi e quelle minoranze che si permettono di insultare la memoria di Scirea o delle vittime dell’Heysel: sono tifosi non mi appartengono. E chiedo scusa, come ho fatto con la moglie di Scirea. Spero che domani prevalga la civiltà sportiva. Sarà una partita bellissima, per me è un sogno che diventa realtà".

MERCATO - "Si dovrebbe poter lasciare investire in una squadra che oggi è svantaggiata. Lei sa che la Juventus paga i suoi giocatori circa 300 milioni di euro all’anno, i nostri il paghiamo circa 50. Una differenza che da sola la dice tutta. Detto questo abbiamo già fatto molto, abbiamo cambiato 8 giocatori, cerco di rilanciare il gioco e di creare uno spirito di squadra compatto".

AGNELLI - "Soggezione? Assolutamente no. E perché mai dovrei esserlo? Sono orgoglioso di quello che ho fatto nella mia vita. Del resto, guardi, quando ha avuto bisogno di aiuto la famiglia Agnelli si è rivolta a un immigrato italo americano come me che ha fatto cose straordinarie. Li rispetto, vado d’accordo con loro e credo che il rispetto sia reciproco. E aggiungo: sono qui per imparare ed emulare".