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Osservatore per la Nazionale anche dopo il passaggio di consegne fra Marcello Lippi e Cesare Prandelli, Angelo Di Livio è rimasto scosso da quanto avvenuto a Genova martedì scorso intorno ad Italia-Serbia. 'Menomale che non sono andato a vedere di recente la Serbia, perché dopo quanto accaduto martedì siamo rimasti tutti male, visto che nessuno si sarebbe immaginato quanto accaduto a Marassi - ha raccontato l'ex soldatino, ospite ai microfoni di Radio Toscana -. Mi sembrerebbe assurdo arrivassero sanzioni per l'Italia per quanto accaduto, in particolar modo perché la polizia e le forze dell'ordine, ragionando, sono state brave a far passare una serata non facile con meno danni possibile. La Federazione serba non può addossare colpe su quella italiana, perché quando ci sono certe bestie la responsabilità è del Paese da dove arrivano'.

'La Fiorentina è in affanno per vari motivi: dagli infortuni dei quattro-cinque giocatori che fanno la differenza, da Jovetic a Vargas, passando per la questione vecchia di Mutu - ha aggiunto Di Livio parlando dei viola -. Quando si ricompatterà bene il gruppo, la Fiorentina riprenderà la strada per lottare ad alti livelli. Quest'anno c'è un campionato molto equilibrato, ci sono squadre già in grande forma, è difficile fare un pronostico per qualsiasi obiettivo. Marchionni? Si avvicina di più a me, perché in fase difensiva si sacrifica molto. Cerci è più punta, come nella Primavera della Roma. Il suo difetto è che è sempre stato troppo innamorato del pallone, ma ancora non si è espresso a grandi livelli. Con Mihajlovic non ci sono mai state scintille in campo, ci conosciamo da anni, ci siamo sempre rispettati. Il momento della Fiorentina gli ha fatto ricevere qualche critica di troppo, ma è azzeccato per la piazza di Firenze. Cassano-Balotelli? Come qualità sono fra i più forti, ci sono i presupposti per farli giocare insieme ed essere invidiati da questo punto di vista da tutta l'Europa. Criticare Casiraghi non mi sembra giusto, ci saranno gli addetti a trovare il sostituto'.