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  • Fiorentina, Guerini:| 'Ecco il mio nuovo ruolo'

    Fiorentina, Guerini:| 'Ecco il mio nuovo ruolo'

    • L.C.

    Peccato che a Brescia l'idea sia durata un anno. Una buona idea posizionare un sorta di cuscinetto fra squadra, tecnico e società. La promozione in A forse non sarà stata al cento per cento merito della scelta di affidare a Gigi Maifredi il non facile compito di fare da filtro fra gli umori dei giocatori e le esigenze della società, ma, senza rompersi la testa con le percentuali, l'arrivo dell'omone di Lograto aveva spazzato via una nuvolaglia persistente e pericolosa e un cielo meno fosco aveva permesso di riguadagnare la serie A.
    Dell'anno scorso e degli assurdi dualismi s'è detto e scritto abbastanza. Ma l'idea di Corioni era ed è buona. Se ancora non ha aperto una scuola di pensiero è perché il calcio, almeno il pallone di casa nostra, non ha ancora scoperto l'antistaminico per curare l'allergia da novità. Ma l'idea comincia a piacere ed è piaciuta talmente alla famiglia Della Valle che, dopo avere scartato la condidatura dell'ex putto, Antonioni, ha messo gli occhi su Vincenzo Guerini.

    Un'autostrada percorsa al contrario e in dieci minuti l'idea è diventata un contratto: ‘Un anno di contratto – precisa Guerini – ed è giusto. La Fiorentina ha scelto una strada nuova, un percorso che dovrà essere valutato a fine stagione. Nuova ma solo per L'Italia, a parte l'eccezione Brescia. In Inghilterra da tempo esiste il Club Manager, il collegamento fra l'area tecnica e la società». Non un vice direttore sportivo, almeno non solo:’Corvino – spiega Guerini – non possiede il dono dell'ubiquità in settimana e la domenica. Se la squadra ha un problema o se la società intende trasmettere le sue idee alla squadra, è utile un tramite, una figura in grado di mediare tra i problemi della squadra e le esigenze della società’.
    MA IL COMPITO di un Club Manager non è solo di fare da intermediario: ‘Il presidente – continua Guerini – voleva una persona che avesse masticato calcio, meglio se con esperienza nel campo della comunicazione. Credo che sia per questo che mi ha chiamato. Credo, perché mi sembra di essermi appena svegliato da un sogno. Il sogno di tornare dove ho iniziato. Ero in autostrada per Catania quando mi è arrivata la telefonata che mi ha cambiato la vita. In un primo momento ho pensato di essere su Scherzi a parte, ma quando mi sono reso conto che stava succedendo quello che non osavo nemmeno sperare, alla prima uscita ho invertito la direzione di marcia’. E subito in campo: ‘L'ho visto da dentro, dalla panchina – ricorda Guerini – dal monitor di Sky, ora lo vedo per la prima volta da una nuova prospettiva. Non certo da allenatore. Ho sempre detto e non ho cambiato idea che non avrei mai più allenato. Il mio sogno era di diventare responsabile di un settore giovanile. Mai e poi mai pensavo che potesse succedere quello che è successo. Nel contratto volevo inserire la clausola che in nessun casa mi sarei seduto in panchina. Ma non c'è stato bisogno. E ho conosciuto Mihajlovic. Un duro, forse anche un po' introverso, ma straordinariamente leale’.
    A Brescia  Maifredi proverà a riprendere il filo di un discorso faticoso nell'anno della retrocessione: ‘Che pesa – riflette Guerini – e il Brescia non è nella condizione di tenersi un giocatore come Caracciolo. Partirà con i giovani, però non è scritto che si vada verso una stagione di sofferenza. Io ne sono qualcosa. Ad Ancona era stato stabilito il premio salvezza e tutti avevamo uan paura boia di retrocedere: poi è arrivata la promozione’.(‘Brescia oggi’)
     


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