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Vulgata popolare Fiorentina vuole che la società gigliata guidata dalla famiglia Della Valle abbia come deus ex machina assoluto di tutto ciò che ruota economicamente intorno alla squadra di Vincenzo Montella, il presidente esecutivo Mario Cognigni. Quest’ultimo da una parte consistente dei tifosi e da una fetta importante della stampa, viene considerato il prolungamento assoluto della volontà di Diego Della Valle, con quest’ultimo a sua volta persona identificata come assai parsimoniosa negli investimenti. Ma la chiusura delle recenti trattative estive in casa Fiorentina, terminate con un passivo di quasi 20 milioni di euro, ha di fatto sgombrato ogni tipo di pensiero negativo.

Il club gigliato, infatti, è stato uno dei pochissimi ad investire soldi freschi per acquisire calciatori di livello dall’ultimo calciomercato, con il colpo in assoluto segnato con il riscatto e poi la mancata cessione di Juan Gulliermo Cuadrado e gli ottimi innesti, almeno sulla carta, Basanta, Marin e Badelj. Ma come è stata possibile questa inversione di tendenza nella Fiorentina, dopo che negli ultimi anni, di fatto, si era andati avanti con una politica che si poggiava sul principio dell’autofinanziamento? Innanzitutto la macchina societaria viola è cresciuta in termini di appeal economico e commerciale, e non solo sono arrivati soldi freschi dalle tournèe internazionali svolte durante la recente stagione di preparazione estiva, ma il marchio gigliato è stato esportato fuori dai confini d’Italia anche con collaborazioni di prestigio: da quella con l’Ascona in Svizzera, passando per quella con il Pune in India, ma anche con la partnership con la California High School negli Stati Uniti.

Una Fiorentina capace di travalicare i confini ha permesso entrate nuove ed anche di costruire prospettive di riorganizzazione dei bilanci davvero da top club europeo. La forza economica della famiglia Della Valle ed in particolare la voglia di provare a vincere davvero qualcosa nei prossimi anni, hanno spinto sia il presidente onorario Andrea, che suo fratello Diego, a trasformarsi in veri e propri mecenati, non lesinando niente in budget sul mercato, e dando input ai propri dirigenti operativi, il duo Pradè-Macia su tutti, di poter rientrare degli anticipi di cassa effettuati nelle sessioni di gennaio o giugno prossimi, magari con la cessione di qualche esubero che permetta un abbattimento del monte ingaggi. 

Se insomma prima Andrea Della Valle era visto come una figura quasi marginale nella Fiorentina, adesso è al centro dell’universo gigliato. E’ stato quest’ultimo a voler dare il tocco di presenza femminile fra le poltrone del c.d.a., ed è sempre stato il patron viola ad aver voluto affidare al proprio tecnico una rosa numerosa e di altissimo livello, con Cuadrado al centro di tutto a prescindere dalle offerte che erano attese per lui, arrivate e allo stesso tempo respinte. Oggi i nuovi equilibri nel club hanno reso la Fiorentina più romantica e meno calcolatrice, più moderna e progettuale rispetto al suo recente passato (identificabile più o meno con il periodo di Panataleo Corvino nel ruolo di ds e Sinisa Mihajlovic di allenatore). Una squadra ad immagine e somiglianza sempre di più del suo primo tifoso in tribuna autorità.