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Crotone-Fiorentina 2-1

Sportiello 6: incolpevole sui gol crotonesi.

Laurini 5,5: prova a supportare l’azione offensiva con una certa continuità ma pecca di precisione. L’unica volta che azzecca un cross i suoi segnano.

(dal 65’ Babacar 5,5: Nervoso e confusionario. Dovrebbe entrare per far preoccupare la difesa pitagorica, e invece rischia di lasciare in 10 i suoi reagendo su un fallo di Simic).

Pezzella Ger. 6: un pomeriggio da duello rusticano con Budimir. L’unico, dietro, a salvarsi.

Astori 4: addormentato, come tutto il reparto arretrato, sul vantaggio pitagorico; il raddoppio no, quello è tutto demerito suo. Solo nel primo tempo fa rischiare un “coccolone” a Pioli almeno altre due volte. Toglietegli quella palla dai piedi.  

Biraghi 5,5: non era al meglio e lo strano “immobilismo” sulla corsia esterna lo testimonia. Dura, giustamente, un tempo.

(dal 46’ Maxi Olivera 6: entra per dare più fluidità sulla mancina. Sicuramente più effervescente rispetto a Biraghi).

Veretout 5,5: non ha la solita dinamite nel piede e Cordaz ringrazia.

Badelj 5,5: si limita al compitino.

Chiesa 6,5: incredibile la somiglianza col padre quando si gira spalle alla porta per tentare il destro; non malaccio neanche col sinistro, considerando il botto che fa la traversa su un suo mancino. Con l’argento vivo addosso, mai domo.

Benassi 6: la sua rete, la terza nel giro di una settimana per lui, suona la sveglia ma non sortisce gli effetti sperati fino in fondo.

Eysseric 5: da un numero 10 ci si aspetterebbe sempre tanto. Oggi si avvicina a stento al 5, ma come prestazione.

(dal 46’ Gil Dias 5,5: non regala acuti. Piatto).

Simeone 5,5: ha poco a disposizione. I pochi palloni che riesce a indirizzare verso la porta avversaria non impensieriscono minimamente l’estremo difensore pitagorico.
 

All. Pioli 5,5: si avvicina Halloween e lo scherzetto glielo fa di nuovo lo Scida. In due gare, la prima con l’Inter lo scorso anno, due sconfitte. Tante cose da rivedere, soprattutto l’approccio mentale alla gara: l’uno-due incassato con troppa facilità è sintomatico di un’alchimia di squadra ancora lontana.