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Solo la passione unica per la propria squadra come quella dei fiorentini può spingere una tifoseria a chiedere di trattenere un dirigente come se fosse un attaccante.

La brillante rimonta sul Milan targata Gonzalo Rodriguez-Joaquin (due pupilli del ds Macia) ha scatenato infatti l'entusiasmo e al tempo stesso il dispiacere della tifoseria viola per l'ormai prossimo addio del collega di Daniele Pradè, protagonista della rinascita della Fiorentina. 

Eduardo Macia, arrivato tre anni fa a Firenze su suggerimento di Corvino, ha conquistato il consenso della critica e della tifoseria allorquando si è trovato a lavorare in coppia con Pradè al servizio del nuovo tecnico Montella. La Fiorentina veniva da una salvezza risicata e da polemiche ambientali che avevano portato gli stessi Della Valle ad una pericolosa disaffezione. Macia e Pradè nell'arco di una sola estate hanno saputo ridare entusiasmo e credibilità ad un club in disarmo e ben presto sono diventati gli idoli della tifoseria grazie agli acquisti di Borja Valero, Gonzalo Rodriguez, Cuadrado, Pizarro e Savic. Tutto è parso filare liscio come l'olio per i primi dodici mesi nei quali Montella ha saputo tradurre alla perfezione la filosofia di calcio alla spagnola che proprio Macia aveva introdotto col suo arrivo.

Poi nell'estate del 2014 i primi dissapori durante il mercato tra il duo Macia-Pradè e il presidente Cognigni essenzialmente legati alle vicende Ljajic e Mario Gomez. Gradualmente il ruolo dei due è stato ridimensionato e le principali operazioni di mercato e i rinnovi di contratto sono state condotte direttamente dal presidente. Macia che pure aveva un lungo contratto, ha accettato questa situazione per vari mesi fino a che ha ritenuto che la sua esperienza e professionalità in Fiorentina non fossero più necessarie.

L'addio non è indolore, Macia a Firenze si era trovato benissimo e i tifosi gli avevano dedicato anche un fan club su facebook. E proprio sui social, stavolta su twitter, è partito nella notte scorsa, l'hastag della speranza: #MaciaDeveRestare.

Chissà che Diego e Andrea Della Valle sulla spinta della passione popolare non riescano in extremis a risolvere i problemi e trattenere Macia ancora a Firenze.