5
Questa mattina il nuovo centrocampista della Fiorentina Rolando Mandragora si è presentato ai media e ai tifosi viola. Queste le sue parole in conferenza stampa: “La volontà del mister Italiano e l'ambizione della Fiorentina hanno pesato molto nella scelta, senza dimenticarsi l’ambizione della piazza di Firenze. Mi sono sentito voluto da quando è iniziata la trattativa e appena è arrivata la telefonata ho avuto pochi dubbi a scegliere la Fiorentina". 
 
Il centrocampista ha fatto luce anche sul suo ruolo: ”Nel 4-3-3 mi vedo soprattutto da play, per caratteristiche è il ruolo in cui mi sento più a mio agio. Poi nel calcio di oggi la duttilità è fondamentale, quindi sarà una cosa su cui potrò fare molto affidamento”.
 
Ha poi risposto alle domande sulla possibilità di restare a lungo in viola: “E' una cosa a cui sto pensando. Ero molto legato a Torino perché ho passato un anno e mezzo intenso e bello, ma non ho esitato ad accettare Firenze perché mi sono sentito voluto. Ho parlato con Barone, Pradè e Burdisso, con cui ho un ottimo rapporto, e mi hanno esposto il progetto e non ci ho pensato due volte. Arrivo una piazza calorosa e con grande storia, siamo tutti ambiziosi e per questo vorremo fare bene. Arrivo in punta di piedi in un gruppo consolidato che ha fatto benissimo nello scorso campionato. I ragazzi mi hanno accolto alla grande, metterò a disposizione le mie caratteristiche sia tecniche che mentali. Arrivo con la massima umiltà”.

Il centrocampista ha poi parlato del rapporto con l'allenatore del Torino Ivan Juric e sulla voglia di rivalsa: “L'ho sentito, ci ho parlato spesso nell’ultimo periodo ma alla fine ho scelto la Fiorentina per vari motivi: ambizione voglia e serietà. Il mio percorso alla Juve non è mai decollato ma in questo momento il mio unico pensiero è di impormi a Firenze".
 
Su cosa gli è mancato per imporsi ad alti livelli: “Mi sento di casa a Coverciano perché come ho detto ho passato molto tempo nelle giovanili della nazionale. Diciamo che sicuramente mi è mancato qualcosa per fare il salto decisivo, spero che la Fiorentina mi possa dare quella continuità che desidero, con l’obiettivo di riportare il club nei palcoscenici che merita".

Il classe ’97 ha poi raccontato dei tanti momenti in cui in passato avrebbe potuto trasferirsi a Firenze: “Ero stato solo accostato ai viola anche se non c'era mai stato nulla di concreto, specie da quando è arrivato mister Italiano. Mi piace il suo calcio e l'ho seguito molto: propone un gioco offensivo e di qualità. La storia della città e dela squadra parlano per loro, non sta me star qui a parlarne. Spero di restituire alla città tutto il calore che mi ha dato. La Nazionale? E' assolutamente un obiettivo, che passerà dalle prestazioni con la Fiorentina".

Chiamato a sostituire Torreira, ha anche parlato di ciò che potrà dare al club: "In questi gioni non ho parlato con lui ma con Lucas ho un ottimo rapporto, perché abbiamo giocato a Pescara. Abbiamo caratteristiche diverse, sia fisiche che tecniche, ma cercherò di rendere al massimo per quelle che sono le mie possibilità. I tanti infortuni? Non mi piace essere definito un giocatore fragile... voglio riscattarmi e prendermi quello che per adesso in carriera mi è stato negato".
Nonostante sia arrivato da meno di 3 giorni il centrocampista ha speso ottime parole anche per Vincenzo Italiano: “Ieri ho conosciuto Il mister: cura molto il dettaglio ed ha una grande dedizione per il lavoro. Sono tutti concetti in cui mi rivedo: spero che possa essermi di aiuto per migliorarmi".
 
Ha poi parlato del suo rapporto, da centrocampista, con il gol e soprattutto con il tiro da fuori: “E' una mia caratteristica e ho voglia di fare dei gol, l'anno scorso ne ho segnato solo uno in Coppa Italia e vorrei dare molte gioie ai tifosi e a me stesso. Difetti? Non mi piace parlare molto di me. Non sta a me dire punti forti e punti deboli, cerco di ascoltare chi mi sta intorno per migliorare sempre".

Infine il centrocampista ha svelato quale numero indosserà: "Sono sempre stato legato al 38, è il numero con cui ho esordito e vorrei averlo anche qua. Non cieco un particolare motivo, mi fu assegnato quando avevo 17 anni a Genova".