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Il calcio italiano è a un punto di svolta e tanta attenzione viene sempre più data da società e addetti ai lavori ai giovani talenti in rampa di lancio. L'esplosione di Nicolò Zaniolo, la consacrazione di Barella e Pellegrini oltre al bel momento che sta vivendo Sandro Tonali hanno inoltre spostato ampiamente il focus sul reparto centrale del campo dove la ricerca di nuovi innesti già pronti per una carriera nei professionisti è diventata una priorità per tanti top club. E in casa Fiorentina, colpevole nel recente passato di aver lasciato partire a cuor leggero proprio Nicolò Zaniolo, sta crescendo un prospetto dal futuro garantito: Marco Meli.

UNA VITA IN VIOLA - Centrocampista classe 2000 nato a Pontedera, approda giovanissimo a soli 7 anni nel settore giovanile della Fiorentina che lo preleva dal Tau Calcio per inserirlo nella squadra dei Pulcini. In 11 anni Meli diventa presto uno dei leader tecnici dell'annata dei 2000 in cui si contraddistingue presto sia in mezzo al campo che in zona gol. Per tanti fra gli addetti ai lavori Meli potrebbe addirittura giocare da punta, come il suo idolo calcistico Cristiano Ronaldo, ma dalla Fiorentina è arrivata un'indicazione precisa per il suo futuro. 

LA SCELTA DI PIOLI - Già aggregato per ben due ritiri consecutivi alla prima squadra (unico fra i 2000 nell'estate 2017) è stato proprio l'attuale allenatore della Fiorentina Stefano Pioli a indicare definitivamente la nuova rotta tecnico tattica di Meli. Non più trequartista ma mezzala con grandi tempi di inserimento. Il fisico, già ben strutturato, fa di lui un centrocampista virtualmente completo e in questa stagione, agli ordini di Emiliano Bigica, ha confermato le sue doti offensive con 4 gol in 14 fare disputate in campionato.

IL CONSIGLIO DI ASTORI - Meli è uno sportivo nato, adora il tennis (sua seconda passione) e come tutti i ragazzi passa tante ore davanti alla playstation giocando a Fifa. Da piccolo, ha raccontato in diverse interviste, tifava Inter, ma crescendo ha imparato ad amare e fare suoi i colori della Fiorentina. Tanto in quest'ottica ha fatto uno dei suoi idoli che più lo ha aiutato nell'inserimento in prima squadra. Meli è rimasto infatti legatissimo allo sfortunato e compianto ex-difensore della Fiorentina Davide Astori. Proprio nel primo ritiro di Moena in cui Meli è stato aggregato alla prima squadra Astori gli è stato vicino, incoraggiandolo, ma ricordandogli anche, da vero capitano, che la maglia della Fiorentina è importante e va onorata ogni volta che la si indossa, sia in allenamento che in partita.

NON SARA' COME ZANIOLO - Meli, insieme a Lakti, Ferrarini e Fiorini,
è assistito da Stefano Castelnovo che è l'agente che ha portato Nicolò Zaniolo alla Roma e che cura anche gli interessi di Gianluca Mancini e Manuel Locatelli (tre talenti rivelazione che stanno facendo un ottimo campionato in Serie A), non farà a Firenze la fine dello stesso Zaniolo, scaricato troppo velocemente nel lontano 2016. La dirigenza viola e lo stesso Pioli credono fortemente sulla sua crescita (non è un caso sia presente nella campagna abbonamenti viola) e il percorso di integrazione con la prima squadra continuerà senza sosta. Ora però c'è una stagione importantissima da completare in Primavera. La rincorsa allo scudetto, perso in finale l'anno scorso contro l'Inter, continua e proprio contro i nerazzurri ci sarà anche da giocare la semifinale di Tim Cup Primavera dopo il successo di ieri contro la Juventus. Traguardi importanti per una carriera importante, tutta da scoprire.