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La partita di questa sera al Franchi può dire molto sulle ambizioni del Milan in questa stagione, anche perché domani le altre due principali candidate allo scudetto saranno una di fronte all’altra. Mancherà quello più atteso, ma molto passerà dalle prestazioni dei tre ex, due con la maglia viola e uno con quella rossonera, o meglio con quella nera della divisa da trasferta dei portieri.

BONAVENTURA, NEL CUORE DEI TIFOSI - Le immagini di quel triste primo di agosto 2019 sono ancora negli occhi di tutti i milanisti. Giacomo Bonaventura, idolo della tifoseria, resta solo in un San Siro buio e deserto e si accascia al centro del campo, a ripercorrere i suoi 6 anni in quello stadio, ad assaporare, in totale intimità l’ultimo doloroso momento su quel prato verde. Era arrivato nel 2014 dall’Atalanta, all’ultimo giorno di mercato, dopo aver rifiutato l’Inter per realizzare il suo sogno, un po’ come avrebbe fatto qualche anno dopo Sandro Tonali, proprio in quel 2019. Il suo sogno si è concluso con 184 partite, 35 gol e 30 assist. Avrebbe voluto e potuto fare molto di più per il suo Milan ma una deprimente serie di infortuni, alcuni anche molto gravi, non glielo hanno permesso. Soprattutto avrebbe meritato di giocarci anche lui in Champions per quanto fatto nei suoi anni in rossonero, per l’impegno e l’attaccamento che i tifosi gli hanno sempre riconosciuto. Nel 2019, il suo contratto non è stato prolungato ed è stata la Fiorentina a scommettere su di lui, che ad oggi ha realizzato 4 gol e 7 assist nelle 48 partite in maglia viola, nessuno ancora contro il Milan.

SAPONARA, IL DENTE AVVELENATO - Totalmente opposto è invece il discorso per Riccardo Saponara che al Milan ci è passato solo da comparsa. Probabilmente, l’immagine che i tifosi avranno impressa nella loro mente, più che delle 8 fugaci presenze in partite ufficiali, sarà di una prova incolore in qualche amichevole estiva. Nel 2013 aveva stregato Galliani con le sue prestazioni in Serie B a Empoli e l’ex AD rossonero lo aveva portato a Milanello. Non ha mai però dimostrato tutte le sue qualità e nel 2015 è stato ceduto nuovamente ai toscani. Poi, nel 2017 è arrivata la Fiorentina, ma anche in viola non è scattata la scintilla fino a che, dopo una serie di prestiti a Genoa, Sampdoria, Lecce e Spezia, Italiano non ha deciso di puntare su di lui. Stasera, a meno di grosse sorprese, ci sarà lui sulla fascia sinistra a provare a colpire ancora il Milan, che in Serie A è la sua quinta vittima preferita con 3 gol, ma anche tante grandi prestazioni, l’ultima lo scorso anno, con la maglia dello Spezia e Italiano in panchina, in quello Spezia-Milan 2-0 del 13 febbraio, una delle sconfitte clou che hanno fatto sfuggire lo scudetto al Milan.
TATARUSANU, L’EROE DEL DERBY - Dalla parte dei rossoneri, invece, il grande ex è Ciprian Tatarusanu. Sarebbe stato un ex qualunque prima di due settimane fa. Sarebbe stato un qualunque secondo portiere, chiamato a non fare troppo rimpiangere il titolare. Invece, nel derby di due domeniche fa, si prende la copertina parando il rigore a Lautaro e risultando decisivo per il prezioso 1-1 finale. A Firenze ci ha giocato dal 2014 al 2017, per un totale di 101 partite, nelle quali ha parato un solo rigore, a Belotti, contro il Torino. Questa sera ci arriva da grande ex, per la sua prima volta in carriera.

REBIC, IL GRANDE ASSENTE - Non ci sarà invece l’ex più atteso, Ante Rebic. Lui, come Saponara al Milan, non ha mai inciso alla Fiorentina o meglio, non del tutto, perché comunque, i suoi 3 gol in 12 partite li ha segnati. Poi è stato l’Eintracht a credere in lui e a dargli la possibilità di esplodere finalmente attirando l’attenzione del Milan. Dei 25 gol segnati in rossonero, solo uno lo ha fatto contro la sua ex squadra. Stasera sarebbe stata una grande occasione per incrementare il suo bottino. Avrebbe probabilmente giocato da titolare al posto di Leao, spremuto negli ultimi mesi. Tornato dall’infortunio, nel derby aveva infiammato la fascia sinistra di San Siro ed era pronto per fare lo stesso con quella del Franchi, ma è stato fermato da un altro problema fisico e non sarà della partita.

Toccherà allora a Tatarusanu, da ex, a difendere i pali e i sogni scudetto del Milan. Dopo averlo fatto, da protagonista contro l’Inter, dovrà vedersela col suo passato e allo stesso tempo con quello dei rossoneri, con la voglia di incidere degli altri due ex: Bonaventura e Saponara. Il primo il Milan ce l'ha ancora nel cuore, il secondo, sembra averci preso gusto a tormentarne i sogni.