Commenta per primo
La Fiorentina accede alle semifinali della Viareggio cup 2015 grazie ad un meraviglioso gol realizzato da Simone Minelli al 38’del primo tempo, al raddoppio a 3’ dalla fine di Federico Chiesa dopo un colpo di testa di Diakhate e al tris firmato da Dabro a tempo ormai scaduto. Una prova non troppo brillante, nonostante il punteggio finale, per gli uomini di Guidi contro lo Spezia di Fabio Gallo anche per colpa di un terreno di gioco,quello del ‘Torquato Bresciani’ di Viareggio, tutt’altro che in ottime condizioni. I viola hanno legittimato il risultato con un predominio a centrocampo dove ha svettato la prestazione di Jacopo Petriccione, nonostante la scelta del tecnico della prima squadra del settore giovanile gigliato di lasciare in panchina Andy Bangu. “E’una bella soddisfazione arrivare alle semifinali del Viareggio, siamo un grandissimo gruppo, ci aiutiamo l’uno con l’altro e quindi per questo motivo credo che ci possiamo togliere grandissime soddisfazioni - ha raccontato al termine della sfida di Viareggio il classe ’97 viola Simone Minelli – Il mio gol? C’ho provato a lanciarmi e mi è uscito un colpo di tacco che un po’ per fortuna, un po’ per la tecnica mi è venuta fuori il gol. C’è stato un piccolo calo mentale contro il Cesena ma poi ci siamo sbloccati dalla gara contro il Psv Eindhoven, tornando coscienti delle nostre qualità e adesso stiamo facendo bene. Siamo un gruppo molto unito anche fuori dal campo, c’è serenità fra di noi. Dopo l’esordio in Europa League la mia vita non è cambiata, rimango con i piedi per terra, cercando ogni giorno di migliorarmi, poi quello che verrà sarà sia merito mio che della squadra che mi permette di mettermi in mostra. Un mio modello in Fiorentina? Conosco Bernardeschi, mi ha detto di continuare così e mi ha consigliato di mantenere i piedi per terra e di trarre il meglio di me da ogni allenamento e da ogni partita. Il Viareggio? L’obiettivo è cercare di vincerlo, abbiamo in testa solo questo ora indipendentemente da chi ci capiterà come avversario. Ringrazio la mia famiglia, i miei genitori e mio fratello che mi stanno sempre vicini. Se sto facendo bene è anche merito loro. Il mio idolo? E’sempre stato Messi anche come modo di giocare anche se i piedi sono un po’ diversi. Abbiamo un gioco tecnico, di movimento, mi trovo bene a triangolare con Bangu e Peralta, il gioco di questa squadra Primavera mi aiuta. Mister Guidi ce l’ho da tre anni, mi ha insegnato tantissime cose, fra cui quella di saper difendere e mi ha dato una mentalità diversa, cattiva e che punta soprattutto a vincere in ogni circostanza”.