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'Il post-mondiale sta condizionando il rendimento dei top player, e le preparazioni non consentono ancora un rendimento alto. Per me è normale che le neo promosse, come il Brescia che non ha cambiato l'allenatore, stiano facendo bene, rendendo il campionato molto interessante. Certo, adesso le coppe europee continueranno a condizionare il rendimento delle squadre di fascia A'. Gigi Cagni osserva il calcio da fuori, iniziando anche questa stagione senza una panchina, dopo l'esperienza di due anni fa, durata pochi mesi, con il Parma.

'Una soluzione per far crescere maggiormente i nostri giovani nei vivai è pagare maggiormente i maestri, in modo che non siano portati a fare subito carriera ma a insegnare ai futuri giocatori del nostro calcio - ha proseguito il tecnico bresciano ospite di Radio Toscana -. Sono felice per l'approdo di giocatori di talento da fuori Italia, ma bisognerebbe che la Figc incentivasse chi punta sul prodotto nostrano. Ljajic? Mi è piaciuta la battuta affettuosa sui capelli lunghi e la passione per la cioccolata del serbo fatta da Mihajlovic. Insieme a Bacinovic faranno una grande carriera, perché sono elementi che hanno tecnica superiore agli altri, si nota subito. Due talenti veri che sono sicuro sia la Fiorentina che il Palermo sapranno far crescere. La vera fortuna del giocatore straniero giovane, che ha qualità, è che esce presto di casa e a differenza del ragazzino italiano non ha i genitori al seguito. Parenti e amici dei giovani calciatori sono la rovina del calcio italiano'.

'Il ricordo che ho di Bruno Giorgi è quello di una persona squisita, un maestro di calcio che aveva rinunciato alla sua passione per seguire la figlia che si era trasferita all'estero - ha concluso Gigi Cagni ricordando il collega scomparso da pochi giorni -. Nel suo lavoro era un vero gentleman e fuori si è fatto apprezzare per uno stile che è lontanissimo dal calcio esasperato di oggi'.