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Tre gol segnati nelle prime sei partite giocate in campionato, che diventano sei in nove se consideriamo anche la Coppa Italia. Il ritorno in Italia di Krysztofz Piatek non poteva partire in modo migliore, prima da compagno e poi da erede di Dusan Vlahovic, passato a fine gennaio alla Juventus. Con l'arrivo del polacco la Fiorentina aveva provato ad anticipare i tempi, facendosi trovare già pronta per l'addio - inizialmente immaginato per la prossima estate - del serbo. La partenza anticipata di Dusan e l'arrivo di Cabral hanno invece cambiato i piani del club del presidente Commisso e, forse, anche quelli che riguardano Piatek.

L'IDEA PER IL RISCATTO - Da inizio marzo il Pistolero si è inceppato e non è più riuscito a trovare la via che porta alla rete. Spesso, anzi, è finito in panchina alle spalle di Cabral, preferito da Italiano come centravanti del suo 4-3-3 e anche in ottica futura, visto che lui è arrivato a titolo definitivo dal Basilea a gennaio, mentre Piatek lo ha fatto in prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. A oggi non c'è la volontà di esercitare questo diritto, piuttosto quella di puntare su un profilo più giovane da affiancare al centravanti brasiliano. Ancora qualche giorno per pensare al campo e poi inizieranno le riflessioni sul mercato: per Piatek è sempre più probabile un nuovo arrivederci - o addio - alla Serie A.