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Tornera' al centro della Fiorentina, a guidarla con i suoi lanci e le sue giocate, dopo quasi tre settimane di stop per una lombosciatalgia aggravatasi per il trauma accusato ad inizio del secondo tempo della sfida alla Juventus del 20 marzo scorso. David Pizarro si riprende la squadra viola, come sempre ha fatto nei quasi due anni di esperienza in maglia gigliata, a dispetto di qualche prestazione sotto tono, soprattutto a fine 2013, con la consapevolezza che è un insostituibile per Montella, quando sta bene, perchè è come un orso marsicano, ovvero specie in via di estinzione, visto che di registi puri nel calcio non ce ne sono quasi piu'. Torna Pizarro contro un'avversaria che per lui significa gran parte della sua carriera, 6 stagioni in due fasi differenti, in Friuli, dove Luciano Spalletti ne esalto' le caratteristiche tecniche, e con cui l'oggi numero 7 viola, non manco' di scontrarsi, come quella volta che l'ex tecnico dello Zenit San Pietroburgo lo apostrofo' con il termine 'Nano', e il Pek, soprannominato così in Cile per la sua altezza non elevata, non gli rivolse la parola per quasi un anno. Pizarro amareggiato dall'anno scorso per la mancata qualificazione in Champions League, a suo avviso, e così come lui tanti tifosi della Fiorentina, per uno 'scherzetto' fatto ai danni del club viola, con gli arbitri che hanno favorito la corsa del Milan al terzo posto; Pizarro che non ha fatto mancare gesti provocatori, come il segno delle manette di mourinhana memoria dopo il mancato rigore nei minuti finali della gara contro il Napoli assegnato per un fallo apparso ai piu' evidente, in area, su Cuadrado. Cerca un grande finale di stagione il classe '79 di Valparaiso perchè a giugno prossimo scadra' il suo contratto con la Fiorentina, con il club viola che potrebbe sottoporgli un'estensione annuale, che però il regista ex anche di Inter e Roma, che gradirebbe fosse almeno fino al giugno 2016. Un Pizarro che ha voglia di presentarsi al meglio in vista della finale di coppa Italia del prossimo 3 maggio, nella Capitale, perchè ad alzare un trofeo non ci si stanca mai, e per eventualmente tenersi una porta aperta per la partecipazione ai prossimi mondiali con suo Cile, forse per l'ultima chance di disputare una competizione così prestigiosa, con la Roja, in un girone che prevede come avversari Australia, Olanda e la Spagna.