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Un mio ritorno un giorno alla Fiorentina? Non c'è una risposta precisa, dico solo che cinque anni fa pensavo che non sarei mai andato via. Certi amori possono ritornare, ma l'importante è che ci sia sempre amore, come il mio". Così l’ex tecnico gigliato ed ex ct. della Nazionale azzurra Cesare Prandelli ospite negli studi dell’emittente Lady Radio. “Montella ha dimostrato di essere un bravo allenatore.- ha sottolineato Cesare Prandelli- Merita un dieci da un punto di vista professionale. Il suo addio simile al mio? Ci può essere qualche analogia, ma credo che le situazioni siano differenti. Con la proprietà viola ci siamo incontrati alla finale di Coppa Italia lo scorso anno, dovremmo rivederci a cena. Avrei qualcosa da chiedere ma il nostro rapporto va avanti bene".”Salah e' stata una sorpresa per tutti, sia per i tifosi che per le altre squadre. – ha continuato Prandelli - Ha dimostrato di possedere grandi mezzi, è stata l'arma in più a tutti gli effetti, ha avuto una rendita eccezionale. Mario Gomez? Il suo palmares non può essere buttato via. Credo che il suo problema sia stata la difficoltà a inserirsi in un sistema di gioco in cui si attaccava magari facendo 3-4 passaggi in più. Mi ricorda un po' il mio Luca Toni, un attaccante che ha bisogno di 7-8 cross in poco tempo per poter fare male. Babacar e Bernardeschi invece sono due giocatori con prospettive illimitate. Babacar è maturato, si merita fiducia. Bernardeschi ha grandi abilità, rende meglio sull'esterno, ma può essere micidiale anche in campo aperto”.