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In ottantasette anni di storia è accaduto solo cinque volte. Con l'abilità tattica di Prandelli nel 2006/07 (ma al netto della penalizzazione), con i campioni del Trap nel '98/99, con il gioco spumeggiante di De Sisti nell'83/84, con il pur criticato Mazzone nel '76/77 e con il rivoluzionario Hidegkuti nel '61/62. Sono queste le stagioni del terzo posto, il piazzamento che Firenze adesso sogna perché vorrebbe dire tornare in Champions League. A Montella insomma viene chiesto di entrare con prepotenza nella storia della Fiorentina, lui che fino a due anni fa allenava ancora le giovanili della Roma dopo aver da poco smesso di fare il calciatore.

Impresa da brividi per Vincenzo che però non si scompone. Nessun proclama, ma anche nessuna voglia di vestirsi da 'pompiere', smorzando un entusiasmo (dentro e fuori dallo spogliatoio) che sta trascinando la sua Fiorentina. Anche perché tutti i numeri sono dalla sua parte e, almeno sulla carta, consentono paragoni ingombranti e sogni a occhi aperti. Basta, ad esempio, dare uno sguardo ai campionati dell'era della Della Valle per rendersi conto dell'andatura da alta classifica di questa Fiorentina. La squadra dell'Aeroplanino si piazza al terzo posto assoluto degli ultimi dieci anni.
 
In testa resta, al momento, la prima stagione di Prandelli (il 2004/05) quando dopo 11 partite i viola avevano conquistato 25 punti (quattro in più rispetto ad oggi). Al secondo posto il 2007/08 con 23 punti dopo 11 gare, solo due lunghezze in più di quanto messo insieme da Pizarro e compagni. In entrambi i casi la Fiorentina concluse la stagione al quarto posto, che allora siginificava Champions e che oggi varrebbe l'accesso all'Europa League. 
 
Già perché Montella ha un handicap in più, quell'asticella che a causa degli scarsi risultati delle italiane in Europa ha provocato la perdita di un posto Champions per quanto riguarda la serie A. E anche il terzo posto garantirebbe 'solo' l'accesso ai preliminari, spesso difficili da affrontare come dimostra l'Udinese di Guidolin, sempre eliminata nelle ultime due stagioni.
 
Una corsa che non ammette distrazioni, insomma, quella che attende la Fiorentina dell'Aeroplanino, che per riuscire nell'impresa dovrà mantenere il veloce passo delle prime 11 giornate. La media, al momento, è di 1,91 punti a partita che in proiezione consentirebbe ai viola di toccare quota 73 in classifica, cioé tre punti sopra la media del terzo posto negli ultimi cinque campionato. A questo va aggiunto il 'vantaggio' di aver già affrontato il Napoli e l'Inter (cioè due possibili dirette concorrenti) in trasferta, mentre con la Lazio è già arrivata una vittoria importante anche per la classifica avulsa.
 
Una sfida al limite stesso della Fiorentina che, va ricordato, nella propria storia annovera anche due scudetti e almeno 5 quinti posti. Soprattutto nel calcio di oggi dove i club come i viola sono costretti a confrontarsi contro società che possono contare sul doppio (se non il triplo) degli introiti televisivi. Un modo per invertire la tendenza e dimostrare che alla fine attraverso il lavoro sul campo è ancora possibile sconfiggere i Golia del pallone. In fondo anche questo fa parte della storia viola.
 
(Corriere fiorentino)