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A volte è davvero curioso rendersi conto di come possano cambiare gli orizzonti del mercato nello spazio di poche settimane. Prendiamo Dusan Vlahovic, e poniamo come riferimento temporale il giro di vite dato all'inizio di ottobre dalla Fiorentina, con l'annuncio del rifiuto dell'attaccante sul rinnovo di contratto. Le posizioni del serbo e della società viola, prima e dopo questo checkpoint, si sono letteralmente ribaltate, così come si è ribaltato il rendimento del giovane nove viola, passato da altalenante a stratosferico.
 
NO, GRAZIE - In estate Vlahovic era pronto a compiere il grande salto, direzione Atletico Madrid, ovvero l'unica squadra che, fino ad ora, si è fatta avanti concretamente con in mano circa 60 milioni di euro più bonus. Accordo trovato con il calciatore, ma la Fiorentina ha deciso di mettersi di traverso, fermamente convinta di rinnovare il contratto anche spingendosi a offerte mai viste nella storia del club. Cifre altissime (5 milioni l'anno), ma non abbastanza da ottenere la firma. Una volta incassato il "no, grazie" da parte dell'entourage di Vlahovic, abbiamo rapidamente assistito al ribaltamento totale delle prospettive.
 
RETTE PARALLELE - Se la Fiorentina, delusa dal comportamento del suo attaccante, ha deciso di metterlo subito in vendita per incassare il più possibile dalla sua cessione a gennaio, possibilmente all’estero, il numero 9, nel frattempo a segno più di chiunque altro in Italia, ha piantato i tacchetti a Firenze, con il duplice obiettivo di fare un regalo di addio al club che lo ha lanciato, trascinandolo in Europa, e di aspettare giugno, e con esso le big italiane, Juventus in testa. In pratica, le volontà di club e atleta si sono scambiate nel giro di pochi mesi, quasi come se si giocasse a fare il “bastian contrario”, ad essere in disaccordo per partito preso. Commisso si sente in un certo senso prigioniero di questa impasse, ribadisce che la Fiorentina è la proprietaria del cartellino di Vlahovic, ma in mancanza dell’accordo sa di poter incidere solo fino a un certo punto sul futuro della sua stella nel “Far West” che si è venuto a creare.
 
IL CONSIGLIO - Un ruolo fondamentale nella vicenda lo gioca sicuramente il Mondiale di Qatar 2022, per il quale la Serbia, anche grazie a Vlahovic, ha staccato il pass a scapito del Portogallo. Cambiare campionato a meno di un anno dalla manifestazione è un rischio che Dusan preferirebbe evitare. E non solo lui. Infatti, il CT della Serbia Dragan Stojkovic ha dichiarato pubblicamente che a suo avviso Vlahovic dovrebbe cambiare squadra, ma rimanere in Serie A. Un consiglio che difficilmente l'attaccante ignorerà. Questo comunque non scoraggia le pretendenti inglesi, capeggiate dal Tottenham di Conte e Paratici, e di sicuro rinfranca le speranze della Juve, in un momento davvero complicato dentro e fuori dal campo. E quel "call me if you need" (poi cancellato), “chiamami se hai bisogno”, accompagnato, fra le altre dalle emoji di un uomo e una donna (un signore e una Signora? Nessuno può dirlo con certezza) non fa che aggiungere pepe a una telenovela destinata a durare ancora per molto.