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Undici minuti per Larrondo, nel finale della gara contro il Parma, e ventuno per Sissoko, a gara ormai in ghiacciaia, domenica scorsa, con l'Inter. Questo al momento il contributo dato dallo scorso mercato di gennaio alle sorti della Fiorentina, in termini di minutaggio in campo. Il club viola aveva due possibilità nella scorsa campagna acquisti: piazzare il grande colpo, che le facesse elevare la qualità in uno dei reparti del campo, come ha fatto il Milan acquistando Mario Balotelli (quantomai decisivo nelle due prime gare in rossonero), o attuare un mercato di prospettiva, prelevando giocatori che fossero funzionali ma pronti a media e lunga scadenza. La Fiorentina, non riuscendo ad arrivare ad uno fra Osvaldo e Lodi, giocoforza ha dovuto optare sulla seconda opzione, e così sono giunti Compper, Wolski, Sissoko, Giuseppe Rossi e Larrondo.

Il problema per Vincenzo Montella è che la tempistica di alcuni arrivi ha complicato il suo progetto di gestione delle forze nel mese più difficile, quello di gennaio. Ad esempio Larrondo, in una vicenda ai limiti dell'imbarazzante, di fatto ha firmato il proprio contratto poco meno di 30 giorni fa, rendendo di fatto il suo acquisto inutile a breve scadenza. Rafael Wolski è reduce da un lungo infortunio e, come confessato da Gonzalo Rodriguez alcuni giorni fa, ancora non conosce l'italiano e non parla praticamente per niente con i suoi nuovi compagni. Infine Sissoko, l'ultimo arrivo, poiché impegnato in Coppa d'Africa fino alla finale per il terzo e quarto posto è giunto in città solo sei giorni fa. Giuseppe Rossi, se tutto procederà per il meglio, sarà pronto a metà aprile.

Così la Fiorentina non può sfruttare, almeno per il momento, quanto ricavato dal mercato di gennaio, e mentre, come detto, il Milan ha già a pieno regime Balotelli, l'Inter sta facendo accumulare minutaggio a Kuzmanovic e Kovacic, e il Napoli e la Roma nello scorso week-end hanno fatto esordire dal 1' Armero e Torosidis, Montella sta utilizzando con il contagoccie le sue nuove forze a disposizione. Proprio dagli ultimi tesserati in casa gigliata è atteso un salto di qualità, perché la prestazione esaltante contro l’Inter non deve far dimenticare una situazione diffidati che si fa sempre più difficile (ad esempio a Bologna, domenica prossima, sarà nuovamente squalificato Pizarro), o il fatto che El Hamdaoui, complice anche la Coppa d'Africa, non segna da fine novembre scorso. Insomma, o cresce la competitività da parte di chi adesso staziona in panchina, o la Fiorentina rischia di arrivare con il fiato corto nella parte decisiva del campionato, ovvero i suoi ultimi tre mesi.