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Si avvicina Lazio-Sampdoria. Le due squadre saranno impegnate nell’anticipo del sabato di Serie A (match previsto alle ore 15:00 allo stadio Olimpico). Sarà una sfida importante, soprattutto in ottica quarto posto per i biancocelesti. Dipenderà tutto dalla squadra di Inzaghi? Secondo un ex blucerchiato sì, e che ex blucerchiato.

Si tratta di Francesco Flachi, il terzo marcatore di sempre della storia della Samp con 112 gol, dietro solo a campioni come Roberto Mancini (171) e Gianluca Vialli (141). Ecco come si è espresso in esclusiva l’ex attaccante sulla gara di domani, sul suo passato, e anche sulle sue ambizioni future, visto che il 19 dicembre terminerà la squalifica di 12 anni inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping.

Francesco, come stai?
Ora sto bene, anzi, sto alla grande. Subito dopo la squalifica avevo il rigetto per il calcio, ero arrabbiato con me stesso. Dopo mi son messo l’anima in pace e negli ultimi cinque anni mi son buttato nuovamente a capofitto in questo mondo”.

La ripartenza dai dilettanti del Bagno a Ripoli...
“Ho iniziato in terza categoria a Bagno a Ripoli. I primi due anni abbiamo vinto la coppa disciplina. Il terzo anno siamo saliti in seconda categoria vincendo anche la Coppa Toscana. Il quarto anno ci siamo salvati”.

Poi?
“Da lì ho deciso di allargare gli orizzonti. Mi hanno proposto di prendere in gestione varie squadre di bambini al Signa (società situata nella città metropolitana di Firenze, ndr). Conoscendomi ero un po’ perplesso perché pensavo di avere poca pazienza. Però mi son buttato ed ho raggiunto grandi risultati, tanto che ora gestisco tutto il settore giovanile, ovviamente come collaboratore, sempre a causa della squalifica”.

E anche le lezioni di calcio private…
“Eh già. Quest’estate ho cominciato a dare lezioni. Mi son detto ‘Se lo fanno gli altri perché non posso farlo io?!’. Ti dico solo che sono partito con tre bambini di cui uno era mio figlio, quindi due (ride, ndr). Avevo paura dei pregiudizi dei genitori dei ragazzi a causa del mio passato, e invece oggi mi ritrovo a gestire la bellezza di 60 giovani calciatori di diverse età. Un traguardo incredibile”.

Tanti impegni e un nuovo Flachi…
“Sono impegnato sul campo dalle 15 alle 20:30, non mi fermo mai. Questi ragazzi mi hanno aiutato a rinascere, sono un’altra persona. Ammetto di essere stato un cattivo esempio. Ho sbagliato, e mi prendo le mie responsabilità. Ma proprio per questo, chi meglio di me può insegnare a questi ragazzi a non cedere scegliendo la strada sbagliata?”.
A fine anno terminerà la tua squalifica...
Non vedo l’ora. Ho pagato, ho aspettato tanto, ma ora voglio tornare a 360° nel mondo del calcio. Voglio prendere il patentino e allenare i ragazzi, formarli fin da giovani, visto che ne vedo molti che vengono gettati in campo senza avere le basi. Voglio partire dal basso e salire scalino dopo scalino, perché il calcio è come una piramide”.

Tornando ai tuoi gol…ma in tutti questi anni hai notato qualche calciatore simile a te? Hai più visto le rovesciate alla Flachi?
“Mah guarda, ne ho vista qualcuna, ma proprio raramente (ride, ndr). Un giocatore simile a me forse c’è. Probabilmente uno con delle caratteristiche riconducibili alle mie può essere Insigne. Penso che abbia una qualità nettamente superiore alla media”.

Sulla Sampdoria…
“La Samp la vedo molto bene, ti dico la verità, e il merito è tutto di Ranieri. Senza considerare l’attacco, sono due anni che la società tra difesa e centrocampo non pesca grandi nomi. Eppure Ranieri con gran semplicità ha trovato il modulo giusto per esaltare tutti. In più sta gestendo Quagliarella alla grande. Non ha più i ritmi vista l’età, ma a lui può bastare un quarto d’ora per incidere”.

Sulla Lazio…
“La Lazio secondo me è una buonissima squadra. Una delle sue caratteristiche migliori è l’unione dello spogliatoio, che credimi è tanta roba. Hanno grande sintonia, grazie alla quale si va oltre le difficoltà”.

Chi ti entusiasma di più tra i biancocelesti?
“Bè, c’è Milinkovic che è un grande giocatore. C’è Ciro (Immobile, ndr) che ha una media di 30 gol all’anno. Poi Luis Alberto lasciamo proprio stare, lui veramente tanta roba, e pensare che il primo anno non aveva convinto. Senza dimenticare il direttore d’orchestra. Con Simone (Inzaghi, ndr) ho avuto il piacere di giocarci. Una persona simpaticissima e umile, ma credimi, se mi avessero detto che sarebbe diventato così bravo non ci avrei mai creduto (ride, ndr). È un gran trascinatore, gli faccio tanti complimenti”.

Sulla sfida di sabato all’Olimpico…
Dipenderà tutto dalla Lazio. Se sarà concentrata e non penserà alla Champions League farà bene. Con la mentalità giusta i biancocelesti sono difficili da battere per tutti. Ripeto, dipenderà tutto dalla testa”.

Ma in passato sei mai stato vicino alla Lazio?
Alla Lazio no, ma ho rischiato di venire due volte nella capitale, sponda Roma. La prima volta nel ’99 con Sensi e la seconda volta nel primo periodo di Spalletti che mi voleva come vice Totti, ma non se ne fece nulla”.