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Il Varese dopo stagioni in cui è stato sempre al vertice del campionato cadetto, sfiorando la serie A nel 2011-2012, quest'anno ha vissuto una stagione da incubo. Ci sono stati tre esoneri: si era partiti con Stefano Sottili, sollevato dall'incarico e sostituito da Carmine Gautieri, a sua volta esonerato e sostituito nuovamente da Sottili, esonerato nuovamente il 17 maggio. Il suo posto è stato preso da  Stefano Bettinelli che ha passato una vita nella squadra biancorossa prima come giocatore e poi come allenatore e assistente tecnico. Bettinelli proverà a salvare la squadra nel difficile playout contro il Novara. In esclusiva per Calciomercato.com il tecnico dei biancorossi ha parlato delle sue aspettative per questi playout contro il Novara ma soprattutto ha evidenziato un grande spirito di appartenenza per il Varese Calcio:

Bettinelli, stagione difficilissima, ve l'aspettavate?
"Sicuramente nessuno se l'aspettava, ma io sono arrivato due partite fa e posso prendere in esame solo queste ultime tre settimane. Su tutto ciò che è successo prima non saprei cosa dire su chi mi ha preceduto. Io come ho detto più volte la maglia del Varese ce l'ho tatuata addosso, sono stato un giocatore biancorosso e poi un allentore in età più matura, in questi anni ho partecipato in prima persona alla scalata dall'eccellenza alla serie B e poi abbiamo fatto semifinale e finale playoff e conosco bene tutto del Varese calcio. Non mi piace giudicare il lavoro degli altri quando non lo conosco"

Tre esoneri in una stagione, lei è subentrato il 17 maggio, crede di farcela a salvare il Varese?
"Si io credo di farcela ma sono consapevole che nelle due partite di playout le possibilità sono da dividere al 50%. Io non credo nel vantaggio del ritorno in casa perchè conosco il Novara e il suo valore e credo che abbiamo la stessa possibilità di salvarci. Se non credessi in quello che faccio oggi sarei andato al campo d'allenamento e avrei lasciato già il borsone e avrei mollato tutto... però sono conscio del valore dell'avversario".

Come sta la squadra in vista di questo doppio impegno contro il Novara?
"Adesso sta benissimo, ci siamo allenati molto bene in queste tre settimane , ho trovato un gruppo disponibile. Non ho fatto nulla di particolare, ho portato entusiasmo e tranquillità e ho cercato di dare la possibilità ad ognuno di essere protagonista e il gruppo si è compattato ancora di più. Non so come fosse prima, ma spero di avere allontanato la paura dalle loro teste che è la cosa peggiore per un giocatore. Non ho fatto niente di particolare, sono solo un umile lavoratore del campo. Il vantaggio che ho avuto era quello di conoscere l'ambiente".

Chi potrebbe essere l'uomo o gli uomini decisivi per la vostra salvezza?
"Noi non abbiamo nessun giocatore che può farci vincere la partita da solo. Sarà importante il gruppo e non parlo solo degli undici che scendono in campo. Credo che non esista nessun giocatore al mondo che possa vincere da solo se non è coadiuvato da un gruppo dove tutti sono a disposizione e tutti mettono la propria volontà, cuore e anima al servizio del gruppo. Se io avessi un solista non lo farei giocare se fosse al servizio di se stesso. Io preferisco avere gente che lavora per il gruppo, credo nel noi e l'io mi dà fastidio"

La squadra ha anche disputato delle buone prestazioni ma poi ha perso, secondo lei si può parlare solo di sfortuna?
"Io non credo alla sfortuna e credo che ognuno raccoglie quello che semina. La sfortuna è l'alibi dei perdenti. Poi a volte si perde perchè si gioca contro gente più forte. Io sono molto sportivo, gioco per vincere e voglio vincere sempre ma se l'altro gioca bene e vince gli stringo la mano e lo riconosco. Un tiro sul palo non è fortuna, è un tiro sbagliato. Se ci creiamo degli alibi saremmo sempre dei perdenti. Io ho perso tante volte, ma non trovo mai alibi alle mie sconfitte, non mi sono mai appellato a espulsioni, arbitri, tutto alla fine si pareggia".
I tifosi saranno fondamentali per raggiungere la salvezza, faccia loro un appello?
"I nostri tifosi saranno fondamentali e per noi sono importanti. Loro sono il nostro propellente e ciò che ci fa dare qualcosa di più. Per me sono determinanti e sarà decisiva la loro presenza sia a Novara e che a Varese. Il vero tifoso è quello che non ti abbandona mai quando le cose vanno meno bene. Facile salire sul carro dei vincitori quando tutto gira per il meglio".

L'anno prossimo spera di essere confermato sulla panchina del Varese?
"Allenare il Varese è il sogno della mia vita, sia che faccia la terza categoria che la serie A. E' la squadra della mia città, sono cresciuto qui, conosco tutti e allenare questa squadra è motivo d'orgoglio, l'importante che sia il Varese".

Cambiamo per un attimo argomento: secondo lei chi sarà promosso in serie A?
"I playoff sono sempre un terno al lotto, salirà in serie A chi ci arriverà in miglior condizione psicologica. Forse dico il Cesena, il Bari è la squadra favorita perchè ha un entusiasmo che gli altri non hanno però se sceglierne una dire Cesena anche se i pugliesi sono favoriti, poi non ci prendo mai e andrà tutto al contrario".

Vede qualche suo giocatore pronto per la serie A?
"Pronto per il salto in serie A non lo so, il salto di categoria è una passo importante e difficile e io non l'ho mai vissuto in prima persona. Penso che dei ragazzi del settore giovanile sia Barberis, che Fiamozzi che Forte, possono arrivare in serie A tutti e tre. Dico loro perchè sono frutto del settore giovanile e li ho allenati tutti e tre".