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Stefano Okaka si confessa a 360 ° in esclusiva a Calciomercato.com. Per prima cosa l’attaccante dello Spezia tranquillizza i propri tifosi in merito al suo stato fisico e racconta poi raggiante la sua esperienza in Liguria: "Sto meglio, ora corro e la caviglia mi fa molto meno male. Allo Spezia sto benissimo. L'ambiente è sereno, tutti mi vogliono molto bene e non posso che essere felice per questo. Il nostro obiettivo è quello di fare bene partita dopo partita. Non dimentichiamo che questa squadra l'anno scorso era in Lega Pro. Potremmo essere la sorpresa della Serie Bwin, ma ora dobbiamo concentrarci solo impegno dopo impegno. Il mio rapporto con Serena? Semplicemente stupendo. E' un grande allenatore e una persona leale e sincera, davvero non posso che ringraziarlo per tutto quello che sta facendo. E voglio dirlo subito: da qui non mi muovo almeno fino alla fine della stagione. Ora voglio solo giocare e dare il massimo per questa maglia, l'anno prossimo vedremo cosa succederà".

 
Stefano svela poi il percorso che lo ha portato a diventare un calciatore: "Da bambino giocavo anche a pallavolo. Poi dopo ho iniziato col calcio, sono migliorato, ho fatto il provino al Cittadella e mi hanno preso. Da quel giorno il calcio è diventato il mio lavoro – le parole della punta - Ma attenzione, ho fatto tanto sacrifici per diventare un professionista. Sono andato via da casa piccolino, avevo solo 13 anni. Sono diventato subito un adulto. Quando entri a far parte di una gloriosa società come la Roma non puoi perdere tempo, devi crescere alla svelta".
 
E a proposito della Roma si nota come gli anni passati in giallorosso siano indelebili per lo stesso Okaka:” "Il mio idolo da bambino era Luis Nazario da Lima, in arte Ronaldo. Poi crescendo, e dopo aver giocato con lui, ti dico Totti. Un calciatore fantastico, una persone straordinaria, un esempio per tutti. E aggiungo una cosa: oggi come oggi per età e rendimento per me è il migliore al mondo – le dichiarazioni del bomber che ha un debole pure per Falcao dell’Atletico Madrid - De Rossi via? Conosco benissimo Daniele e so quanto è attaccato alla maglia giallorossa, alla città e al modo di vivere il calcio e non solo a Roma. Per questo ti dico che secondo me è impossibile che se ne vada via. Ha sempre dato tutto, non si è mai tirato indietro anche quando doveva giocare tre partite alla settimana. Poi nel calcio non si sa mai, però per me non dovrebbe neanche essere una possibilità su cui discutere il suo addio alla Roma".
 
Okaka passa poi a trattare il tema dei “bu” razzisti verso i calciatori di colore che giocano nella nostra penisola e dice semplicemente quello che tutti pensano ma che nessuno dice: "Io sono nato in Italia e per questo sono stato molto più avvantaggiato rispetto ad altri ragazzi che magari vengono da fuori e non conosco la lingua. Il problema è che purtroppo in Italia si sa che quando vai allo stadio c'è ancora questa mentalità di far differenze sul colore delle pelle. Io in ogni caso vado avanti per la mia strada conscio del fatto che conta la persona, non se sei nero o bianco. Mi chiedo però una cosa: perchè chi di dovere parla tanto e poi non fa assolutamente niente? E' inutile parlare e basta di questo problema e poi stare con le mani in mano. Si dovrebbe agire".
 
Chiusura dedicata a temi personali: “Mio padre lavorava con l'asfalto, mia madre invece faceva più mestieri: dalle scuole a pulire le piscine. Magari avrei lavorato con loro se non avessi intrapreso la carriera da calciatore – sentenzia Stefano -  Il mio gol più bello? Tutti si ricordano quello di tacco contro il Siena all'ultimo secondo, ma per soddisfazione io voto per quello segnato contro il Napoli in Coppa Italia".