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Alessandro Sbaffo è uno dei giocatori più talentuosi del campionato di serie B. Classe 1990, il gioiellino dell'Ascoli racconta a calciomercato.com il suo momento e quello della squadra marchigiana immischiata nella lotta salvezza.


Come sta l'Ascoli? Credete nella salvezza nonostante la penalizzazione?
Certo che credo nella salvezza! Altrimenti non giocherei nemmeno. Scendo in campo per vincere, per raggiungere l'obiettivo. Credo sia normale. La situazione è senza dubbio difficile, ma non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Dobbiamo tenere alto il morale e guardare avanti.

Due gol in campionato, qual è il tuo bilancio?
I gol fanno piacere, ma non sono una priorità. Segnare è importante, aiutare la squadra lo è ancora di più. Sono in una fase di crescita della mia carriera, non ha senso pensare solo a me. Se arrivano i gol bene, io penso solo a dare il mio contributo in campo.

Indossi la meglia numero 10, ti senti più trequartista o esterno offensivo?
Mi piacciono entrambi i ruoli, anche se al momento gioco più da esterno basso o da mezz'ala. Credo che nel calcio moderno un giocatore non debba essere integralista. E' importante essere duttili, sapersi adattare a tutti gli schemi. Se un giorno giocherò in un ruolo che mi è più congeniale sarò felice, ma non giocare da trequartista non è una cosa che mi turba.

Hai un modello?
Vado a periodi, adesso mi piace molto Sneijder, quando ero più piccolo i miei idoli erano Zidane e Del Piero.

Paolo Nicolato, tuo ex tecnico al Chievo, a settembre in un'intervista ti ha definito "di grande qualità ma umorale". Ti senti più maturo?
Con il mister ho avuto un rapporto di amore-odio, siamo due persone con un carattere forte, per questo non ho vissuto solo momenti felici con lui. Ma gli sono riconoscente, mi ha insegnato molto, mi ha aggiustato un pò a livello caratteriale. Adesso sono meno discontinuo. Sono più maturo? Non so, posso solo dire che Ascoli è una tappa importante per il mio processo di crescita.

Hai una persona di riferimento?
In questi anni ho viaggiato molto, ho cambiato spesso città e squadra. E' difficile costruire rapporti d'amicizia. La famiglia c'è sempre, mi sostiene e mi supporta anche nei momenti difficili.
 
A gennaio molti club si sono interessati a te, su tutti il Brescia.

Sì, ero a conoscenza dell'interesse del Brescia, ma non c'è stata nessuna trattativa concreta. Ad Ascoli sto bene, non ho mai pensato di andare via. Voglio raggiungere la salvezza con questo club.

Il tuo cartellino è di proprietà del Chievo, ti hanno mai chiamato?
Non ho mai parlato con nessuno del Chievo in questa stagione, ma sono sicuro che mi seguono, che mi tengono d'occhio. Non penso a quello che succederà a giugno, nella mia testa ora ci sono l'Ascoli e la prossima partita con il Grosseto.

Cosa pensi di Zeman? Nel 2010 ti voleva al Foggia.
Lo sapevo, mi dispiace non esserci andato. Non so se un giorno sarò allenato da lui, posso dire che è un grande allenatore, mi piace la sua idea di calcio offensivo.

Di Donato dice di te che fuori dal campo vivi in un mondo tutto tuo. E che metti una scarpa di un colore e una di un altro...
E' vero, a volte succede. Ho una forte personalità, resta da capire se il mondo normale sia il mio o quello degli altri.

Quali sono le tue ambizioni?
Su due piedi ti dico che voglio vincere tutto, Scudetto, Champions, Mondiale, Pallone d'Oro! A pensarci bene, mi piacerebbe giocare e vincere in tanti campionati, non solo in quello italiano. Un'avventura all'estero mi affascina.

Chi va in serie A?
Il Torino sicuramente, credo che abbiano molte possibilità anche Sassuolo, Pescara e Verona. Hanno tutto per salire di categoria. Verona e Pescara sono piazze imporanti, con tante entusiasmo, con rose  all'altezza per andare in serie A.