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Riaprite le indagini sui rapporti fra Doyen Sport Investments (DSI) e alcuni settori della polizia portoghese. È l'indicazione data nei giorni scorsi dalla Procura Generale della Repubblica a margine del processo sull'Operazione Football Leaks, che vede il whistleblower Rui Pinto nel doppio ruolo di imputato e di testimone sotto protezione.

Il procedimento avviato il 4 settembre 2020 presso il Campus da Justiça di Lisbona ha riservato numerosi colpi di scena, fra i quali un atteggiamento certamente non ortodosso da parte di un importante dirigente di polizia verso il fondo DSI. Che oltre a essere stato uno dei principali oggetti delle rivelazioni effettuate da Football Leaks è anche il soggetto che ha rivolto l'accusa più grave nei confronti di Rui Pinto, quella che ha consentito di tenerlo per oltre un anno e mezzo in regime di carcerazione preventiva come se si trattasse di un criminale della peggior specie: tentativo di estorsione. Di questo episodio noi di Calciomercato.com abbiamo riferito a più riprese sottolineando gli aspetti oscuri e le incongruenze di un'accusa che risulta pretestuosa, e che infatti nel corso delle udienze tenute presso il Campus da Justiça si è parecchio sgonfiata.

Ha invece preso quota un altro aspetto. Inquietante e inedificante. La faccenda emerge la prima volta durante l'udienza del 10 dicembre 2020. Durante la deposizione dell'avvocato Pedro Henriques, ex legale di DSI, si viene a conoscenza di una sconcertante verità. Un ispettore capo della Polícia Judiciaria (PJ), Rogério Bravo, avrebbe consigliato nel 2015 a DSI di rivolgersi a un giornalista per far divulgare la propria versione dei fatti. Rivelazione che ha provocato sconcerto nella giudice che conduce il processo, Ana Margarida Alves: per quale motivo un dirigente di polizia dovrebbe consigliare una parte coinvolta in un'indagine sulle condotte da tenere?
Fra l'altro l'avvocato Henriques ha fatto anche il nome del giornalista a cui DSI si è rivolto. Si tratta di Augusto Freitas de Sousa, del quotidiano economico Jornal de Negócios. Questi, contattato dai giornalisti del quotidiano Público immediatamente dopo la deposizione dell'avvocato Henriques, ha confermato di avere avuto un abboccamento con DSI ma ha aggiunto che la cosa non ha avuto seguito perché il fondo allora capitanato da Nelio Lucas non gli ha mai fatto giungere della documentazione su cui lavorare.

L'effetto di queste rivelazioni fatte durante l'udienza del 10 dicembre è che la giudice Ana Margarida Alves ha disposto un approfondimento sul singolo episodio e sui rapporti fra la PJ e DSI. Un tema che era già stato oggetto di una denuncia da parte di Ana Gomes, ex eurodeputata socialista e candidata alle elezioni presidenziali portoghesi dello scorso gennaio, nonché forte sostenitrice di Rui Pinto. La denuncia di Ana Gomes è stata archiviata. Invece i fatti emersi nell'udienza del 10 dicembre sono stati presi sul serio. E la notizia di ieri è che l'inchiesta sui rapporti fra PJ e DSI è stata ufficialmente riaperta. Magari sarà anche l'occasione per scavare su un altro versante: quello del rapporto fra DSI e stampa. Non soltanto in Portogallo. E chi ha orecchie per intendere, intenda.

@pippoevai