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E' di ieri la notizia della squalifica di dodici anni inflitta dal tribunale internazionale antidoping per Francesco Flachi, per la positività alla cocaina in un match giocato con il Brescia del 19 dicembre 2009, secondo episodio nella carriera del 35enne fiorentino. 'Ero già rassegnato prima di avere la sentenza - ha spiegato Flachi, intervenendo a Radio Toscana -. Dodici anni sono tanti, la radiazione però sarebbe stata peggio, soprattutto dal punto di vista dell'immagine. Ora uno stacco dal calcio ci vuole, fra un po' di anni potrebbe esserci la grazia, magari per ritornare dentro il mondo del pallone non da calciatore. Non mi sono presentato a testimoniare sulla vicenda che mi ha visto coinvolto perché quando sbagli, capisci che ad un errore del genere non si può rimediare. Mi sono rassegnato a tutto ciò che mi veniva dato, avrei accettato qualsiasi tipo di sentenza'.

'Ora devo ripartire, dal punto di vista della mia vita privata.- ha aggiunto l'ex attaccante anche di Ancona e Bari -. Sono morto calcisticamente a Genova, perché mentalmente, pur ripartendo dopo la prima squalifica, non ero più lo stesso. Ringrazio l'Empoli ed il Brescia per il sostegno che mi hanno dato dandomi un'altra opportunità. Non ho ancora chiamato il presidente del Brescia Corioni, perché sono imbarazzato. Spero di farlo domenica prossima, quando saranno felici per la promozione. Mi è mancato l'ambiente della Sampdoria, le altre esperienze erano diverse. Da quando ricomincerà il campionato, la domenica, tornerò a tifare Fiorentina allo stadio. Sono molto contento per l'acquisto di D'Agostino, che considero l’erede di Pirlo. Mi piace l'avvento di un tipo tosto come Mihajlovic sulla panchina gigliata. Sono sicuro che il serbo piacerà ai tifosi viola, è l'allenatore giusto dopo cinque anni di Prandelli'.