Nonostante le gufate del ministro dell'Interno Matteo Salvini (che invece a Euro 2000 e nel 2006 tifava per i francesi in finale contro l'Italia), il Mondiale 2018 è andato alla Francia, la squadra più multietnica del torneo. Probabilmente non la migliore per qualità del gioco, ma sicuramente lo spot migliore per la tolleranza sociale e la convivenza tra popoli in un periodo in cui dominano nazionalismo, barriere e cultura della paura del diverso per una manciata di voti in più. 

Come spesso accade nella storia, lo sport è portatore di speranza e la nazionale di Deschamps è l'emblema di una nazione che vince unita sotto una bandiera al di là delle differenze nelle origini. Non a caso tre delle semifinaliste di Russia 2018 applicano una normativa sullo Ius Soli decisamente meno ristretta rispetto a quella italiana. 

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"Africa unite for the Africans abroad" cantava Bob Marley nel 1979, "Perdido en el corazón de la grande Babylon, me dicen el clandestino" denunciava vent'anni dopo Manu Chao, il più globalista tra i cantanti francesi (nei dischi e nei live ha cantato in almeno 8 differenti lingue e idiomi). Calcio e musica rappresentano quindi il perfetto connubio di gioia, talento e movimento necessari per contrastare un dilagante e stupido senso di intolleranza. 

Eterogeneità è un termine vincente e la musica africana ne è una dimostrazione lampante, basti pensare a quanti artisti europei e statunitensi si lancino o si siano lanciati in collaborazioni con artisti del continente nero (Paul Simon, Richard Ashcroft, Damon Albarn, Joe Strummer solo per citarne alcuni). E allora ben vengano i festeggiamenti fatti al suono di ritmi tribali, afrobeat e afropop. Una colonna sonora variegata e ricca di contaminazioni che comprenderebbe il pop di Youssou N'Dour (senegalese come Benjamin Mendy), il blues di Ali Farka Toure e il folk di Toumani Diabaté (maliani come N'Golo Kanté), l'R&B di Akon (senegalese come Benjamin Mendy), il rap del collettivo Bisso Na Bisso (congolesi come Mandanda, N'Zonzi e Kimpembe), l'immancabile jazz della sudafricana Miriam Makeba e la Kora dei Ba Cissoko (guineani come Paul Pogba, che dopo la finale non si è fatto mancare una Dab con il presidente francese Emmanuel Macron)

Russia 2018 è stato, a detta di molti, il Mondiale più divertente degli ultimi anni. Forse per il gioco espresso avrebbe meritato la Croazia, ma "la dura legge del gol" ha premiato la nazionale decisamente più "mondiale" di tutte. Infine per gli amanti della musica live consigliamo il Woodoo Fest con Nitro, Ghemon e Cosmo a Cassano Magnano in provincia di Varese da mercoledì 18 a domenica 22 luglio

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